di Susanna Russo

Maria Giovanna Maglie è nata nel 1952. Si è laureata in Filosofia all’Università La Sapienza di Roma. Dal 1979 al 1987 ha lavorato per L’Unità come inviata in America Latina, occupandosi di politica internazionale. Nel 1990, allo scoppio della prima guerra del Golfo, fu inviata in Medio Oriente per il Tg2. È stata poi corrispondente da New York fino al 1993. Ha collaborato con il GiornaleIl FoglioRadio Radicale e Radio 24, e scritto alcuni libri, come la biografia di Oriana Fallaci, e alcuni saggi su argomenti di politica internazionale.
È stata anche editorialista di Libero fino al 2014. Dal 2015 è stata editorialista di politica statunitense per il sito Dagospia con la rubrica America fatta a Maglie.
È spesso ospite di trasmissioni televisive in qualità di opinionista ed ha recentemente pubblicato il libro Italiani Dannati. Vaccino, Green Pass, Diritti e Libertà. Un Paese Spaccato.

 

All’infuori del lavoro, tutto era vietato, camminare per strada, distrarsi, cantare, ballare, riunirsi…” Questa è una citazione tratta da 1984 di George Orwell, che lei ha postato sui suoi social; siamo psicologicamente manipolati come nei regimi totalitari?

«Bhe, quelli che ci sono cascati sí, sono manipolati come nei regimi totalitari; per parlare di crisi della democrazia, non è necessario evocare fascismo o nazismo, questi appartengono alla storia e non torneranno. Accadono cose diverse, come la perdita di libertà, il ricatto repressivo, etc.; badiamo bene che la pandemia è stata un pretesto, ma l’allargamento delle forme di controllo e ricatto, l’imposizione del politically correct, vanno ad estendersi sempre di più. Questo discorso vale per la carne sintetica, per il Natale da non celebrare, fino alle statue dei grandi fondatori degli Stati Uniti buttate giù, o alla censura su Cicerone e Shakespeare perché considerati maschilisti e misogini. È un attacco sferrato sotto diverse forme, che ha trovato con la pandemia, in alcuni Paesi, un nuovo modo per diffondersi.»


Questo suo post è stato censurato. Si sente spesso vittima di censura?

«Non mi succede spesso, perché sono molto attenta nell’esprimermi, però sta succedendo sempre più spesso, e quello che è capitato a me su Instagram è grottesco. Dei “fact-checker” hanno etichettato una frase intera tratta da 1984, con annessa copertina, come “notizia falsa”. Il fatto che una citazione di Orwell venga rubricata come “notizia falsa”, ci dà l’idea di quanto questi siano animati da spirito censorio, ma soprattutto ignoranti.»


Quanto e come la pandemia sta diventando uno strumento politico?

«Onestamente, lo è stata fin dall’inizio. Agli esordi si è affrontata con grande incapacità, e si è quindi poi provato a nascondere questo limite, chiunque abbia osato dirlo è stato fatto fuori, basta vedere la storia del ricercatore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Zambon, ed inoltre tutti i mezzi che si sono utilizzati per tentare di nascondere la gravità della situazione, tutto per scopi politici. Successivamente, sempre per ragioni politiche, hanno finto di mettere in piedi iniziative che poi, nei fatti, non hanno davvero messo in piedi. Abbiamo assistito ad una lunga serie di contraddizioni: inizialmente sembrava che le mascherine non servissero, poi sono state rese obbligatorie, così come è parso che i vaccini fossero la panacea di tutti mali, tanto da sbaraccare dopo le prime due dosi, e ora, invece, pare che non lo siano più, hanno anche lasciato credere che in questo modo saremmo stati tutti immuni, ed è invece chiaro che così non sia. Insomma, è diventata una forma di controllo anche per dividere i buoni dai cattivi. E si è ora insediato un nuovo governo che, per distogliere l’attenzione dalla crisi economica, dalle misure inadeguate, e dagli attacchi dell’Unione Europea, usa la carta della pandemia.»


Ha dichiarato: “dopo le feste di Natale si chiuderà?”. Se così fosse, dopo green pass  e super green pass, e restrizioni di ogni genere, ci dovremmo sentire presi in giro? Se così dovesse essere, gli italiani sottostaranno a un nuovo lockdown?

«Gli italiani hanno dato un’ottima prova di sé per quanto riguarda la disciplina, il rispetto della legge, e delle regole. È invece, a mio giudizio, una prova pessima perché hanno deciso di accettare tutto, di farsi dominare dalla paura invece che dalla razionalità. Mano a mano sta venendo fuori che questo Green Pass non ha avuto l’esito sperato, tantomeno il Super Green Pass; hanno inoltre taciuto sul fatto che i i vaccinati siano comunque contagiosi e contagianti, sul fatto che ci siano delle varianti che il nostro vaccino non è in grado di coprire, e sull’elefante nella cristalleria rappresentato dagli effetti avversi e collaterali. Non hanno trattato come avrebbero dovuto una malattia che è asimmetrica e stagionale. Detto ciò, continuano a catalogare con indici non più sensati le varie zone, attraverso l’utilizzo dei colori, continuano ad utilizzare tamponi che poi però denigrano quando sarebbero da utilizzare come prova di non contagiosità. Adesso stanno mettendo di mezzo anche i bambini. Io sono dell’idea che, siccome il contagio non può che aumentare anche di inverno, di colore in colore, si arriverà ad una maggiore consapevolezza. Certo, c’è il blocco di giornali e televisione, per cui basta fare una critica, anche moderata, che subito si viene etichettati come no vax. Io però non credo che riusciranno a gestire ancora a lungo la cosa, soprattutto in maniera impositiva come è stato fatto fino ad ora.»

 

Nel frattempo: impennata di abusivismo in case di privati cittadini, case sul mercato solo con l’impegno della classe energetica minima, IVA sul terzo settore..e tanto altro. Tutta la nostra attenzione è catalizzata dal Covid. Quante cose ci stiamo perdendo per strada e quali saranno le conseguenze?

«Bhe, io non ho mai creduto che il progetto dell’Unione Europea a trazione tedesca, fosse un progetto che realmente accogliesse tutte le istanze di tutti i Paesi allo stesso modo, rispettandone l’identità e la sovranità. Ho sempre pensato che fosse un gioco di nord vs. sud, in cui il sud doveva soccombere. Le case completamente green, perché altrimenti impossibili da comprare, vendere ed affittare, sono l’ultima folle trovata della UE per renderci la vita impossibile. Nel frattempo, su piano nazionale, fanno la riforma del catasto, il blocco degli sfratti anche per chi non recepisce i soldi dell’affitto da quasi due anni e l’IMU è sempre più alta. Il tutto concorre a buttar giù l’economia e la produttività di questo Paese: è da 30 anni almeno che sognano di farlo diventare un Paese di serie C, e forse ora ci sono riusciti. »

 

In tutto ciò è uscito Italiani Dannati. Qual è lo scopo di questo suo libro?

«Questo libro è nato prima dell’estate per raccontare delle storie. Le storie di chi ha perso dei parenti che poteva non perdere, di chi si è ammalato e avrebbe potuto non ammalarsi, di chi ha perso il lavoro, l’azienda che aveva appena fondato e non è stato in nessun modo aiutato dallo Stato, di chi è finito in mano agli usurai; ed infine la piccola storia di una signora di 97 anni che, siccome non ha seguito le linea imposta dal Ministero, e cioè assunzione di Tachipirina in attesa di finire all’ospedale, ma si è curata a casa, è guarita. Detto ciò, a inizio dell’estate ho pensato che la campagna vaccinale potesse essere ragionevole, ho capito che così non era, ho riscritto il libro raccontando della situazione attuale, ossia di privazione di ogni libertà; una situazione di imposizione di un pensiero unico, che ha fatto sì che pensatori fino a ieri “alla moda”, come Cacciari, Agamben, pupilli della sinistra, vengano ora trattati come dei reietti. E la protesta, quella di Triste, quella delle piazze, che è stata repressa in maniera antidemocratica e che avrebbe trovato un maggior riscontro se gli italiani fossero stati più sensibili alle ragioni della protesta. Lo scopo è quello di fare una sorta di contro informazione, perché, nonostante io sia una che va spesso a parlare in televisione, lo spazio per fare questi ragionamenti non mi viene concesso.»