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venerdì, 2 Dicembre, 2022

LO SCONTRO GENERAZIONALE TRA GIORGIA MELONI E SILVIO BERLUSCONI

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La nuova legislatura è iniziata esattamente come non sarebbe dovuta iniziare. E non importa se la crisi all’interno del centrodestra sia reale e profonda o meno, non si sarebbe nemmeno dovuto far percepire un lontano sentore di contrasti all’interno della coalizione, per lo stesso motivo per cui non si dovrebbe mai mettere un’arma carica in mano al proprio nemico.
E invece tutto è cominciato con i bisticci tra Silvio Berlusconi e il neoeletto Presidente del Senato Ignazio La Russa ed è continuato con le parole screditanti del Cavaliere rivolte a Giorgia Meloni: “supponente, offensiva, arrogante”, concludendosi con la risposta secca e per nulla conciliante da parte della leader di Fratelli d’Italia alla stampa: “non sono ricattabile”.
Chi temeva una crisi immediata all’interno della coalizione di maggioranza, o anche chi la invocava, si aspettava che avvenisse tra Fratelli d’Italia e Lega; Berlusconi tutt’al più, in qualità di “padre nobile”, come l’ha definito qualcuno, avrebbe dovuto fare da mediatore, compito che invece, ora, sta provando ad assumere, senza troppo impegno, il leader del Carroccio.
Ed è stato invece proprio colui che partecipa alle dinamiche politiche e ai giochi di palazzo da quello che ormai sembra un numero infinito di anni, a non tollerare di dover sottostare alle decisioni di colei che si definisce “non ricattabile”. Ed ecco che il padre del centrodestra, alla veneranda età di 86 anni, si è messo a fare quello che probabilmente i suoi nipotini fanno sui banchi di scuola: mettere nero su bianco tutto ciò che non si può dire a voce per farlo leggere alla compagna di banco; perché non l’ha fatto, come si legge sulla maggior parte dei giornali, per “rendere più cristallini i suoi pensieri”, ma per condividere il suo pensiero segreto con la continua fonte di disordini all’interno del suo partito e adesso anche della coalizione di centrodestra, Licia Ronzulli. La pupilla del leader di Forza Italia avrebbe tanto voluto un ministero tutto suo, ma Giorgia Meloni a questo ricatto non c’è stata.
Qualcuno che sembra avere le idee chiare in questo spiacevole e fin troppo prevedibile marasma iniziale c’è ed è Maurizio Lupi, che nel corso di un’intervista rilasciata a la Repubblica, richiama i leader dei partiti di centrodestra all’ordine e alla coesione, unica strada per evitare il fallimento. Lupi, nello scontro tra Meloni e Berlusconi non vede nulla di drammatico, nulla di nuovo per la politica italiana, ma esorta i protagonisti della vicenda a mettere da parte l’inevitabile scontro generazionale e a tirare dritto per il bene del Paese.
Ha ragione il leader di Noi con l’Italia, quello tra Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi è uno scontro generazionale. La prima più giovane, ma in netto vantaggio alle elezioni, il secondo il fondatore del centrodestra, Meloni e Salvini gli devono molto, ma è ormai chiaro da tempo che la sua carriera stia volgendo, gradualmente ma anche un po’ grottescamente, al termine.
Silvio Berlusconi deve difendere la sua dignità di padre messo da parte, Giorgia Meloni il suo orgoglio di figlia emancipata. E si sa che quando si invecchia si torna un po’ bambini, e che quando si raggiunge l’età per spiccare il volo in autonomia, ci si scorda dei meriti dei propri predecessori e si tende all’ingratitudine.
Sul tavolo però non c’è semplicemente la lotta tra due pezzi di storia che devono imparare a coesistere, ma il destino di un Paese al tracollo che non si sa per quanto altro tempo potrà resistere.

di Susanna Russo

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