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domenica, 21 Aprile, 2024

Il Rendiconto di Alan Patarga – LA BCE AMMETTE DI AVER ESAGERATO, MA TIRA DRITTO SUI TASSI

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L’ammissione di colpa c’è, messa nero su bianco nell’ultimo bollettino mensile. La Bce riconosce di aver esagerato, se non nella politica monetaria tout court, quantomeno nella progressione forsennata che ha portato a innalzare i tassi d’interesse da sottozero al 3,75% in pochi mesi. “E non finisce qui”, avrebbe detto Corrado ai telespettatori della “Corrida”, perché nello stesso documento l’Eurotower chiarisce come il costo del denaro continuerà a crescere fin quando
l’inflazione non sarà normalizzata, riportata cioè al 2% (oggi oscilliamo intorno all’8%). Ora: accusare i vertici di Francoforte di essere dilettanti allo sbaraglio è certamente eccessivo, ma che abbiano ragionato in termini puramente ideologici senza tener conto degli effetti reali delle loro decisioni appare sempre più evidente.
Basta guardare quanto accaduto sul mercato immobiliare nell’Eurozona e in particolare in Italia per verificarlo: secondo l’ultimo rapporto Abi-Agenzia delle Entrate, al rallentamento delle compravendite si accompagna un calo verticale delle richieste di mutui e finanziamenti nel primo trimestre del 2023, ai minimi da vent’anni a questa parte. E la Bce riconosce che la contrazione del credito sia figlia delle sue politiche, ma non per questo promette di smettere: anzi, la presidente Christine Lagarde ha spiegato che “questo è un momento piuttosto critico, perché l’inflazione sta iniziando a scendere, stiamo iniziando a vedere l’efficacia delle misure, ma dobbiamo ancora avere tassi di interesse elevati e sostenuti. E’ un momento in cui dobbiamo stringere la cinghia per raggiungere l’obiettivo”.

BANDO AGLI AIUTINI

E’ tutto? Macché. Sempre nel suo ultimo bollettino, la Banca centrale europea fa
sapere che sarebbe ora che gli Stati dell’Eurozona la smettessero di sostenere
famiglie e imprese con misure di alleggerimento delle bollette. Aiutini tarati sul caro
energia che secondo i tecnici dell’Eurotower contribuiscono a tenere alto il livello
del caro-vita. Una spirale inflazionistica, insomma. La soluzione proposta è semplice,
seppure un po’ brutale: “Con l’attenuarsi della crisi energetica – si legge – i governi
dovrebbero ritirare le relative misure di sostegno tempestivamente e in maniera
concordata per evitare di spingere al rialzo le pressioni inflazionistiche di medio
termine, rendendo necessaria una risposta di politica monetaria più risoluta”.
Eppure proprio in questi giorni l’ufficio studi di Confcommercio ha certificato che la
bolletta energetica è tuttora più cara del 35% rispetto al periodo precedente la crisi.
Senza considerare che gli aiuti rinnovati di recente dal governo Meloni sono destinati esclusivamente alle famiglie con i redditi più bassi. Difficile che bonus così mirati contribuiscano realmente a tenere alto il livello dell’inflazione. Qualcuno si incarichi di dirlo a Madame Christine.

di Alan Patarga

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