di Veronica Graf

Il primo tetto fotovoltaico a squame di drago é stato progettato proprio da “Big G”, ovvero Google, il più grande colosso di motori di ricerca.
Le tegole solari di Dragonscale sono funzionali, innovative ed anche esteticamente belle e di scena.
All’inizio dell’anno, il team di Google aveva dato qualche anticipazione del nuovo progetto, rimarcando il generale obiettivo per il 2030, ovvero riuscire ad operare con energia senza emissioni 7 giorni su 7 e 24 ore su 24, superando così l’impegno già preso di autoprodurre e comprare abbastanza energia rinnovabile per soddisfare i consumi interni.
Google mira difatti ad una più completa sostenibilità che possa raggiungere ogni data center, regione Cloud e complesso di uffici in ogni momento del giorno.
Proprio per questo, nella progettazione del nuovo campus nella Silicon Valley, l’azienda ha voluto realizzare qualcosa di sorprendente.
Il nome Dragonscale é stato dato per le innovative regole che compongono il tetto fotovoltaico di Google che ricordano visivamente le squame di drago. Asim Thair, a capo della strategia rinnovabile ed in qualità di responsabile della progettazione di sistemi sostenibili, ha contribuito a guidare il lavoro sui nuovi moduli per gli edifici Charleston Est e Bay View.
Questo grandioso progetto ha un design unico nel suo genere ed è composto da 90.000 pannelli in argento con la capacità di generare quasi 7 MW di potenza.
Il tetto fotovoltaico a squame di drago è il risultato di anni di sviluppo della collaborazione con alcuni partner selezionati e dell’attento esame di prototipi provenienti da tutta Europa.
Thair ammette che la speciale ottica della cella intrappola una quantità maggiore di luce aumentando la produzione energetica e la trama che fornisce tale funzione, conferisce ai pannelli sovrapposti anche uno scintillio unico che gli è valso il nome di squama di drago.
I moduli abbinati alle curve del tetto permettono inoltre di catturare i raggi solari da più angolazioni e quando saranno operativi disporranno all’incirca di 7MW di capacità installata, generando il 40% del loro fabbisogno energetico.
Si può dire che anche in questa occasione, Big G si é superato con un’eccellente iniziativa.