di Susanna Russo

Ieri, 4 Luglio, presso la Sala Pirelli di Palazzo della Regione, si è tenuta la presentazione del libro “Personaggi della Destra 1946-2022, da Almirante a Giorgia Meloni”, scritto da Federico Gennaccari.
Molti gli ospiti presenti alla serata, tra cui lo scrittore stesso, la Senatrice Daniela Santanchè, il Senatore Ignazio La Russa, l’Onorevole Cristiana Muscardini e l’Assessore De Corato.
È chiaro fin da subito l’obbiettivo di questo tomo dedicato alla storia della Destra italiana: vi è una volontà di fare chiarezza, di riportare alla memoria fatti e retroscena che il passare del tempo rischia di far sbiadire dalle nostre memorie.
L’autore inizia la sua analisi proprio dagli esordi e si interroga su quali siano state le motivazioni profonde che hanno portato alla nascita del Movimento Sociale Italiano; “c’erano grande attività e dibattito”. Gennaccari racconta che il partito in questione è nato come un partito post fascista e non è mai stato, a differenza di quello che suggerisce il pensiero comune, un partito neo fascista.
L’ MSI racchiudeva diverse anime ed è sempre stato aperto al dibattito, lo dimostrano i 17 congressi organizzati nel corso della sua storia; “sulla Democrazia non ha da prendere lezioni da nessuno”, conclude l’autore. L’Onorevole Muscardini prende la parola ricordando quelli che sono stati gli anni d’oro della militanza. Anche lei ricorda il dialogo costante che caratterizzava il Movimento Sociale Italiano, che nel corso degli anni si è andato a perdere. “Si litigava anche”, ricorda Muscardini, “ma ci si diceva tutto in faccia”. L’Onorevole si dice speranzosa nel ritorno della “Destra vera”, quella che si occupa dei problemi degli altri, non solo dei propri. È feroce il suo intervento, contraddistinto dalla passione che solo chi ha fatto politica in quegli anni riesce ad avere; “la libertà mia finisce con la libertà tua, se ci sono solo diritti per qualcuno e doveri per altri, la cosa non funziona”, conclude l’ex Europarlamentare.
Gli interventi centrali sono quelli di Daniela Santanchè e Ignazio La Russa, entrambi sottolineano l’importanza di ricordare il passato per comprendere ed affrontare con maggior cognizione di causa il presente.
Il Senatore La Russa si perde tra i ricordi di un’epoca politica vissuta fino in fondo, epoca politica che si è intrecciata con la vita più privata ed intima di ognuno dei protagonisti, indimenticabile.
Proprio per questo è importante metterla nera su bianco, perché non si perda nel disincanto del tempo presente. La Russa ricorda chi per fuoco politico ci ha lasciato la pelle. Ignazio La Russa in generale ricorda, con fervore e partecipazione, quelle che solo chi ha vissuto fino in fondo la politica può provare. “Ci sarà sempre la volontà di crescere, di allargarsi, ma la Destra non potrà mai fare a meno della storia fatta dagli uomini citati in questo libro.
È il turno del parlamentare Alessio Butti, che ha iniziato la sua carriera politica da giovanissmo e non l’ha più abbandonata, entrando così anche lui a far parte della storia della Destra Italiana.
L’ultimo ad intervenire è Walter “Jeder” Pancini: “vi è la necessità di fermare momenti indelebili nella memoria, vi sono dei frammenti di storia politica che non possono essere perduti. È la memoria personale che arricchisce la memoria storica. È importante ricordare chi ha fatto cosa e perché, non si tratta di “torcicollo passatista”, ma di urgente necessità”.
Sono molti i ricordi narrati e rivissuti con un sorriso leggermente amaro dai protagonisti della serata, sulla bocca di tutti è il nome di uno degli ospiti seduti in prima fila, Luciano Buonocore, chiunque intervenga lo cita, ricorda un aneddoto che lo coinvolge, lo ringrazia per aver fatto parte in modo così coraggioso ed audace della loro storia, tante storie che, unita una all’altra, hanno contribuito a costruire la storia della Destra italiana.