di Daniela Buonocore

Sembra quasi un’organizzazione, un programma ben costruito e messo in atto, quello avvenuto nella giornata del 2 agosto in varie città italiane e in contemporanea nelle zone delle Filippine, dove sono divampati roghi che hanno oscurato la visibilità e in qualche parte fermato anche la viabilità, così come avvenuto ad Empoli in zona Terrafino, dove a bruciare,  in questo caso, sono state le sterpaglie in via Achille Grandi una zona a ridosso della linea ferroviaria Firenze-Empoli che, a causa delle fiamme alte, è stata interrotta. Nel casertano invece, alle prime luci del mattino, un incendio di vaste proporzioni è divampato in un’azienda di macellazione e conservazione di carni, sita in via Ponte Pellegrino con un’estensione di fiamma di circa 2000 m². A seguito del rogo, una densa nuvola di fumo ha reso l’aria irrespirabile coprendo tutta la zona Casertana. Poco dopo, mentre l’attenzione era ancora viva  sull’azienda Casertana, verso le ore 12:00, si apprende la notizia che in un cantiere edile di Castiglione Messer Marino (Chieti),  un altro incendio  è divampato distruggendo alcuni mezzi di  cantiere lí presenti. Anche in questo caso l’aria era irrespirabile e il tasso di inquinamento era altissimo. Anche per nella provincia di Terni il 2 agosto è stato caratterizzato dalla presenza di alti fiamme e roghi sviluppati a Guardea e a Lugnano, dove già nei giorni scorsi vari roghi hanno causato una devastazione di centinaia di ettari di bosco. Ieri, nuovi roghi hanno divorato le colline umbre molto vicine alle abitazioni circostanti, tanto da aver dovuto lanciare l’allarme facendo evacuare dalle loro abitazioni 25 persone tra residenti e turisti. Fortunatamente, in nessuno di questi casi, ci sono stati feriti; ben diverso invece per ciò che è accaduto al povero Erminio Vergani, un anziano di 88 anni che ha perso la vita in seguito all’incendio divampato nella sua villetta in via Puccini 26 a  Gorgonzola (Milano). Le fiamme partite dalla camera da letto, probabilmente a seguito di un cortocircuito della lampada sul comodino, hanno portato il povero uomo, ad un’ eccessiva esalazione di fumo prodotto dal rogo stesso  che, purtroppo, non gli ha lasciato probabilità di sopravvivenza.  Purtroppo, seppur con dinamiche diverse, anche lo scenario delle Filippine appare alquanto distruttivo. A causa delle fiamme divampate all’interno del vasto campus dell’Università delle Filippine a Malina 8 persone, tra cui sei bambini, sono morte, mentre altri tre sono rimasti gravemente feriti. L’incendio ha distrutto all’incirca 80 abitazioni e ad oggi ancora non risulta del tutto domato.