Di Daniela Buonocore

Che l’Italia sia un paese incline al ridicolo è ormai noto da tempo, ma ciò che è accaduto sembrerebbe proprio una barzelletta, purtroppo invece si tratta di un fatto realmente accaduto e ancora una volta è il famigerato reddito di cittadinanza a finire nel mirino di critiche e polemiche, probabilmente perché, la maggior parte delle volte, quello che dovrebbe essere un sostentamento per le famiglie in difficoltà in attesa di occupazione fissa, viene in realtà percepito da chi non ne ha assolutamente bisogno.

Un esempio è il caso del latitante Antonio Pezzella, che dallo scorso pennaio percepiva, per l’appunto, il reddito di cittadinanza. L’uomo di 67 anni, affiliato al clan Amato-Pagano, è stato arrestato dai carabinieri del nucleo investigativo del Comando Provinciale di Napoli a Casavatore.

Finito in manette e poi in carcere per un ordine emesso dalla Corte d’Assise d’Appello di Napoli, è gravemente indiziato per l’omicidio e l’occultamento del cadavere di Gaetano di Pascale, cugino del boss Paolo di Lauro, che fu ucciso durante la prima faida di Scampia nel novembre del 2004.

L’arresto è stato reso possibile grazie ad una scrupolosa indagine che ha permesso agli agenti di tenere sotto stretto controllo e monitoraggio costante i flussi bancari del killer. In molti si chiedono come sia possibile che le istituzioni Italiane siano sempre più approssimative nell’erogazione di pensioni e redditi che, puntualmente, vanno a finire nelle tasche sbagliate, mentre nel frattempo c’è gente che ne necessiterebbe fortemente ed è costretta a lunghe pratiche burocratiche, che spesso non danno neanche l’esito desiderato.
Il nuovo governo dovrà attivarsi affinché il metodo di assegnazione del reddito di cittadinanza venga revisionato, perché così non fa che far apparire, il nostro, come il solito Paese di cialtroni