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sabato, 10 Dicembre, 2022

“Acque di fuoco”. I mari italiani si stanno surriscaldando

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di Daniela Buonocore

Non si vedevano dall’anno 2003, mari italiani cosi arroventati dalle peggiori ondate di calore marino. Già dal mese di maggio il Mar Ligure ed alcuni settori del Mediterraneo centrale, misuravano 4°C più caldi del normale e a distanza di mesi, ancora oggi, il caldo estremo continua a causare un’anomalia termica di 5 gradi destinata ad intensificarsi nelle prossime settimane, in particolare sui golfi di Taranto, Ionio e Adriatico. Tale anomalia termica delle acque  Mediterranee è stata rilevata dal programma UE Copernicus.
Questa “afa acquifera”, se così si può chiamare, purtroppo è la causa della morie di massa di organismi bentonici come accadde già durante le ondate di calore marino del 2003. All’epoca l’asfissiante calore termico durò 48 giorni, nei mesi che andarono  tra luglio e settembre, causando come già sottolineato prima uno sterminio di massa di alcuni preziosi macro-invertebrati bentonici, soprattutto gorgonie e spugne. Questo comportò eventi duraturi e gravi,  così devastanti ecologicamente da essere ricordato come “il Centro Mediterraneo sul Cambiamento Climatico”. Molti i danni registrati e tra le zone più colpite ricordiamo i golfi di Napoli, Genova, Corsica e Sardegna. Oggi, il CMCC, rilevando i dati in merito alle temperature delle acque nel mar Ligure e nel golfo di Taranto, ha osservato che sono 5 gradi più alte della media del periodo. L’anomalia, pur colpendo  attualmente vari settori del Mediterraneo occidentale e centrale, si è concentrato in particolar modo sulle acque italiane dove, peraltro, addirittura  già dal 10 maggio le temperature erano 4°C sopra la norma del periodo 1985-2005, con picchi in superficie anche di 23 gradi, così come appurato e comunicato dalle rilevazioni del progetto CAREHeat curato dall’Agenzia spaziale europea (ESA). In particolare il CMCC segnala che: “il Mar Ligure ha affrontato condizioni di ondate di calore marino per 3 settimane prima che queste iniziassero a scemare per poi ripresentarsi a metà giugno, interessando, anche se più tardi, anche il Golfo di Taranto ma con maggiore intensità, quasi 5°C sopra la media”. Le previsioni per le prossime settimane non lasciano speranze positive, poiché il surriscaldamento anomalo dello strato superficiale del Mediterraneo continuerà, (seppur debolmente nel Mar Ligure), ad intensificarsi nel Golfo di Taranto. Pertanto si evince che sebbene l’ondata di calore marino coprirà la maggior parte del bacino occidentale debolmente, continuerà comunque a diffondersi nel Mar Adriatico e nel Mar Ionio.

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