di Daniela Buonocore

La guardia costiera di Parco Sommerso e di Napoli ha recuperato oggi, dai fondali marini di Posillipo, circa 100 pneumatici, per un totale di 700 kg di peso.
Una squadra di sommozzatori ha perlustrato i fondali marini dell’Area Marina Protetta della Gaiola e, fortunatamente, grazie anche al lavoro costante di monitoraggio marino, l’operazione ha dato risultati positivi.
All’esterno del parco però la situazione si presenta in maniera del tutto opposta: finite le operazioni di pulizia, infatti, sono stati rinvenuti 70 copertoni raccolti dalla Guardia Costiera di Posillipo, aggiunti agli altri 30 prelevati dalla Cooperativa Mitilicoltori di Nisida dai fondali marini di Coroglio.
Oltre 700 kg di pneumatici che dopo essere stati prelevati e depositati presso la boa di segnalazione, sono poi stati rimossi definitivamente per essere smaltiti come superfici di impianti sportivi o destinati a diventare materiali per isolamento termico.
Mentre questa operazione volgeva al termine, eliminando non solo l’inquinamento marino causato dagli pneumatici, ma dando anche una seconda opportunità di vita a questi ultimi, che sono stati poi riciclati, il mare della Gaiola si riempiva di rifiuti.
La CSI Gaiola Onlus, ha voluto lanciare un forte messaggio di aiuto, postando ieri una foto sui social che ritraeva il vergognoso scenario presentatosi a seguito dell’acquazzone scoppiato precedentemente.
La tanto attesa, ma mai pervenuta, risoluzione del problema sarebbe dovuta arrivare dal Piano di Bonifica Ambientale o Rigenerazione Urbana di Bagnoli -Coroglio, invece è stato appreso che proprio il PRARU ha previsto l’apertura di un secondo scarico di Bypass tra Nisida e Coroglio.
Il Centro Studi Interdisciplinare spera in un intervento immediato da parte del nuovo sindaco di Napoli, chiunque esso sarà, che occuperà anche il ruolo di Commissario di Governo per il Piano di Bonifica di Bagnoli, e potrà così cambiare finalmente rotta, accogliendo, qualora vorrà farlo, la richiesta presentata circa un mese fa dallo stesso Centro Studi Interdisciplinare, in accordo con ben 18 associazioni del CTM, al fine di risolvere definitivamente questo scempio.
I napoletani attendono fiduciosi sperando di poter riavere, quanto prima, il loro bel mare napoletano