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venerdì, 21 Giugno, 2024

25 APRILE, LA BRIGATA EBRAICA E LA LIBERAZIONE. Pochi tricolori, molte bandiere rosse dei difensori della Palestina

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E’ arrivato un altro 25 aprile, Festa della Liberazione dell’Italia dal giogo nazista. Oggi nelle maggiori città italiane sfileranno reduci della Seconda Guerra Mondiale, reduci della Resistenza ma soprattutto sfileranno bandiere che con l’Italia non c’entrano nulla. Pochi saranno i Tricolori, al contrario numerose saranno le rosse bandiere, a rivendicare un diritto che loro non è.

Sia chiaro, dal dopo guerra ad oggi il 25 aprile è sempre stato monopolizzato da quella falsa cultura che si definisce anti-fascista ma che tale non è stata: loro, quelli che portano fieri la rossa bandiera sono stati coloro che volevano barattare la dittatura nazi-fascista con un’altra dittatura sanguinaria alla pari di quella tedesca: quella sovietica.

Quei fieri “eroi” della Resistenza che oggi sfilano mostrando fieri quella rossa bandiera, sono gli stessi che chiusero e gli occhi e negarono il genocidio degli italiani in Dalmazia ed Istria, quei fieri resistenti che oggi si stringono intorno a quelle rosse bandiere sono coloro che, finita la guerra, continuarono ad ammazzare, violentare, assassinare tutti coloro che non erano comunisti.

Dal dopoguerra ad oggi, abbiamo assistito ad una sorta di monopolio delle Resistenza in chiave puramente comunista, quando, nella realtà, coloro che combatterono e perirono per la libertà dell’Italia e degli italiani furono anche liberali, cristiani del Partito Popolare di Sturzo, monarchici e repubblicani, oltre agli eserciti alleati senza i quali la resistenza italiana non avrebbe mai potuto sopravvivere.

A dare un grande contributo alla liberazione dell’Italia dal nazismo ci fu anche un gruppo di ebrei provenienti dal Mandato Britannico della Palestina, dalla Gran Bretagna, dal Sud Africa, dalla Russia, dalla Polonia, dal Canada. Questo gruppo, di cui non si menziona mai, manco nei libri di scuola, era la “Brigata Ebraica”. La Brigata Ebraica, fu costituita nel 1944, inquadrata nell’esercito britannico e, dopo un addestramento presso Alessandria d’Egitto vennero inviati in Italia a combattere a fianco al gruppo di combattimento “Friuli”.

Dopo lo sfondamento della “linea gotica” combatterono per la liberazione dell’Emilia Romagna, dove i soldati ebrei si distinsero per il loro coraggio. Grazie alla Brigata Ebraica vennero liberate le città di Imola, Ravenna, Bologna. Ravenna, ancora oggi ricorda i 45 soldati ebrei caduti per la liberazione della città: le loro spoglie sono tumulate nel cimitero di Piangipane e nel 1995, il comune ravennate, dedicò a quei caduti una lapide in loro memoria.

Eppure, nonostante gli sforzi ed il sangue versato, l’anno scorso a Roma non solo venne chiesto ai rappresentati dell’ormai disciolta Brigata Ebraica di non sfilare con la sua gloriosa bandiera, non solo dal palco gli oratori non fecero alcun accenno al coraggio della brigata, ma vennero persino insultati  e apostrofati come nazisti da alcuni manifestanti che brandivano la bandiera dell’inesistente stato della Palestina. 

Bene, detto questo, mi chiedo da chi e che cosa ci siamo liberati: dai nazisti? Ed allora come mai dei fedeli alleati di Hitler manifestavano sventolando la bandiera palestinese?Sarebbe giusto ricordare ai cari comunisti venduti ai palestinesi che nel 1941, il Gran Muftì di Gerusalemme, la più alta carica musulmana dell’area del mandato britannico di Palestine, Muḥammad Amin al-Husayni, si incontrò con Joachim Von Ribentrop e successivamente con Hitler in persona per stringere un’alleanza.

Gli accordi erano chiari: la Germania e l’Italia riconoscevano il diritto dei Paesi arabi a risolvere la questione dell’elemento ebraico che vivevano in Palestina e in altri Paesi arabi, come richiesto dagli interessi nazionali ed etnici degli Arabi e che la questione ebraica sarebbe stata risolta in Germania e Italia. Il Führer avrebbe intrapreso la lotta fin quando le ultime tracce dell’egemonia ebraica europea non fossero state del tutto eliminate.

Inoltre il Gran Muftì di Gerusalemme, prese contatti con le autorità musulmane in Bosnia ed in Albania al fine di creare una brigata musulmana che combattesse a fianco dell’esercito nazista. Ora, piccola domanda ai comunisti e all’A.N.P.I.: cosa ci facevano e cosa ci fanno delle bandiere di un “Paese” che in  passato è stato senza mai pentirsi alleato dei nazisti? Come spiegate quella presenza a coloro che nella Liberazione dal giogo tedesco ancora credono?

Con quale faccia vi presentate alle Comunità Ebraiche ed ai vostri figli e nipoti, dopo aver versato lacrime (di coccodrillo) per i campi di sterminio nazisti ed ora ospitate nelle vostre manifestazioni coloro che quei campi di sterminio vorrebbero riaprirli per continuare quell’orrenda opera?

Cari partigiani rossi, e loro bacia pile: l’unica cosa che in voi oggi come allora “resiste” è  la vostra ipocrisia.

Gian Giacomo William Faillace

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