di Daniela Buonocore

L’attenzione verso l’ambiente è una tematica che si sta sviluppando a macchia d’olio su tutto il nostro territorio. Una ricerca continua finalizzata esclusivamente al benessere di piante e animali, ma anche della nostra stessa salute. È notevole osservare come, aldilà delle grandi istituzioni, associazioni, e aziende, anche i semplici cittadini riescono a trovare soluzioni per salvaguardare l’ambiente. Nasce infatti una gara popolare per la salute e l’ambiente, dove il popolo vegetariano riesce a trasformare un’idea alimentare in una dieta per ridurre il nostro impatto sull’ambiente. Pare infatti che ridurre sensibilmente il consumo di carne e di alimenti provenienti dalla filiera animale, potrebbe contrastare l’impatto ambientale, pertanto gli amanti della Fiorentina e gli estimatori della porchetta potranno preparare il fazzoletto per l’ultimo saluto a tali pietanze. Michael B. Elsen e Patrick O. Brown, hanno basato i loro studi e le loro ricerche su un modello di calcolo dove si attesta che riducendo progressivamente l’alto consumo di carni animali, in meno di 15 anni porterebbe ad una normalizzazione climatica della Terra, questo perché l’azzeramento progressivo dell’allevamento di animali da carne potrebbe ridurre addirittura del 52% le emissioni totali di CO2 contenendo l’aumento delle temperature medie entro i 2 ° rispetto all’epoca preindustriale. Questo avviene perché con un minor consumo di carni, diminuiscono anche le emissioni di metano e di protossido d’azoto che vengono prodotti dagli animali stessi e dalle riconversioni degli ecosistemi naturali di tutta la Terra che oggi viene coltivata per poter permettere agli allevatori di sfamare mucche e maiali. L’analisi dei dati pubblici sulle emissioni derivanti dall’industria della carne sono chiari, la riduzione, se non addirittura l’eliminazione degli allevamenti di bovini e suini ma anche degli altri animali, potrebbe contenere significativamente la quantità di metano e di nitrogeno in atmosfera che, insieme alla CO2, potrebbe poi essere riassorbita e poi ricompensata attraverso le foreste che prenderebbero il posto delle coltivazioni di foraggio e dell’allevamento. Ad abbracciare questa tesi ci sono anche i vegani che attraverso una star-tup, hanno presentato una carne sintetica proveniente da proteine vegetali; colore, odore, consistenza, sono identici a quelli della carne normale! pur essendo un surrogato vegetale ricavato dalle piante. Le proteine principali sono quelle della soia con grassi di olio di cocco e di girasole arricchite con aminoacidi, vitamine e zuccheri che danno la parte non proteica di una serie di proteine tra cui l’emoglobina. Tra gli obiettori della carne e quelli che si definiscono “carnivori”, c’é ovviamente un grande sipario chiuso, ma i vegetariani non mollano la corda e sperano che la cultura ambientalista possa prendere il posto del gusto e del palato.