di Mario Alberto Marchi

Bene, ma non benissimo. Cominciano ad arrivare i primi bilanci della stagione turistica e se da un lato ci dicono che il “sistema vacanze” ha retto, dall’altro ci dice anche che la ripresa vera è ancora lontana.

Il bilancio di Ixè per Coldiretti, rileva un rientro di fine agosto verso le città per più di due italiani su tre, ma si evince ancora una forte presenza di turisti nella prima settimana di settembre, soprattutto nelle località dotate di un buon sistema di promozione, come la costa romagnola. Il problema in effetti non è nelle presenze, ma nella propensione a spendere, decisamente contratta. Questa estate ha fatto registrare 19,5 miliardi di spesa degli italiani i1 tra viaggio, alloggio alimentazione e svaghi, con una sostanziale stabilità rispetto allo scorso anno, quindi ancora col segno meno, rispetto al pre- covid. Appena 1,5 milioni di italiani che si sono recati all’estero e con quasi 1 italiano su 3 (32%) ha all’interno della propria regione.

Ne risulta che 33,5 milioni di italiani sono andati in vacanza spendendo 582 euro a testa per ferie dalla durata media di nove giorni. Per quasi la metà dei viaggiatori (44%) la spesa per persona è al di sotto dei 500 euro, mentre altrettanti hanno speso tra i 500 ed i 1000 euro. Pochissimi hanno speso di più. Alti i consumi alimentari fuori casa con il 65% degli italiani in vacanza che ha scelto di mangiare principalmente in ristoranti, trattorie, pizzerie, agriturismi. La ristorazione risulta la voce principale del budget delle famiglie con circa 1/3 della spesa, compreso acquisto di alimenti o specialità enogastronomiche.

Riguardo le destinazioni, primeggiano sempre quelle marittime, ma con una crescita (ancora da quantificare in percentuale), del turismo in montagna e quello di prossimità, cioè in località non necessariamente di classica villeggiatura, ma vivine alla residenza. Sempre ancora da quantificare, ma già accertato il crollo verticale delle vacanze nelle città d’arte, fortunatamente tamponato dalle presenze dall’estero.

La voglia – o meglio la necessità – di spendere poco ha avuto un effetto particolarmente evidente sull’aspetto logistico. Chi possiede seconde case, invece di affittarle le ha utilizzate in prima persona. Gettonatissime le pensioni a gestione famigliare con trattamento all inclusive. In crescita anche gli agriturismi e i campeggi. Fa sorridere e appare un dato fokloristico, ma è invece un segnale rilevante della tendenza al risparmio la rilevazione per Coldiretti sul boom del “pranzo al sacco”, in gran prevalenza costituito da prodotti confezionati in casa. In attesa dei numeri conclusivi e dei dati percentuali mancanti, una cosa appare chiara. Non è con un Paese che fa i conti al centesimo che si risolleva l’industria del turismo. Ed evidentemente, nemmeno con i bonus vacanze.