di Martina Grandori

 

A volte la sostenibilità non è un vezzo ma un dato di fatto, è veramente il modus vivendi di un microscopico paesino sulle Alpi Apuane, siamo a Levigliani, Alta Versilia, a soli 20 minuti di auto le spiagge assai poco sostenibili di Forte dei Marmi. Qui la vegetazione è verdissima, un preludio di quelle montagne che fanno da sfondo-cartolina a tutta la Versilia, siamo a 600 metri sopra il livello del mare e le cave di marmo si stagliano in questo paesaggio che ha ben pochi eguali nel mondo, il marmo di Carrara è famoso in tutto il mondo, sinonimo di lusso e magnificenza. Purtroppo anche il l’attività marmifera dagli anni Settanta ha visto un progressivo e costante cambiamento: l’abbandono delle montagne e le nuove tecnologie hanno impoverito mortalmente queste zone diventate ormai abitate da pochi, soprattutto anziani. I giovani sono scappati e con loro una tradizione che sicuramente non è paragonabile a quella dei bottegai artigiani, ma sicuramente è un lavoro molto connotante di un’Italia di un tempo. Paradossalmente però l’attività produttiva del marmo è tutt’altro che poco redditizia. Anzi, è un materiale che non conosce crisi, i ricchi di tutto il mondo lo vogliono per arredare le loro case, un simbolo di ricchezza inequivocabile, basti pensare al marmo nelle chiese di Roma. 

E proprio dal fenomeno dallo spopolamento della montagna che Levigliani è ripartito per dare vita ad un progetto sociale e sostenibile dove tutti i 300 abitanti del paese sono attori protagonisti. 

Il tutto prende forma nel Corchia Park, come il nome dal Monte, il distretto di cave aperte recentemente al turismo (organizzano tour interessantissimi, basta andare su www.corchiapark.it) per permettere ad una comunità locale di non scomparire, ma, anzi, di lanciare una nuova forma di economia circolare per il proprio sostentamento economico. Una cooperativa locale che supporta e aggrega la comunità: a Levigliani praticamente tutti sono coinvolti nel Corchia Park. Chi è cavatore, chi guida i camion per il trasporto dei materiali, chi gestisce l’aspetto commerciale delle vendite, chi invece si occupa del turismo lavorando alla biglietteria del parco, chi è ristoratore, chi fa da guida turistica accompagnando i visitatori alle cave o all’Antro del Corchia, uno dei più grandi ambienti ipogei d’Europa e tra i più vasti al mondo. Persino nella rete di produzione del marmo Levigliani si è distinto:  le cave del Corchia affidano la parte di taglio e lavorazione dei blocchi di soltanto ad aziende locali e che svolgono il lavoro interamente in Italia. Non cosa scontata, oggi in molti casi tutto parte su navi cargo dirette in Cina per la lavorazione a prezzi stracciati. E per garantire la massima longevità alle cave, la cooperativa di Levigliani ha optato per limitare l’estrazione annua di marmo dalla roccia, affinché ci sia un futuro per le generazioni e si possa scegliere di non abbandonare questi luoghi.