di Daniela Buonocore

Ennesima storia di femminicidio: si tratta di Romina De Cesare, 36enne di Frosinone, uccisa a coltellate all’interno della sua abitazione in Piazza Plebiscito. Dopo il ritrovamento del suo ex fidanzato, nudo ed in stato confusionale, sulla spiaggia a Sabaudia, si è riesciuti a risalire al corpo della donna. I carabinieri, che già in precedenza stavano svolgendo delle indagini per il ritrovamento della ragazza sparita da più giorni, nel momento dell’ingresso all’interno dell’abitazione, hanno immediatamente identificato il corpo. Il cadavere della donna presentava almeno 15 coltellate tra ventre e torace. Investigatori e polizia stanno cercando di ricostruire l’accaduto, ma il movente principale sembrerebbe sempre lo stesso, ovvero il classico delitto passionale. I due si erano già separati precedentemente, tanto che lei aveva intrapreso una nuova relazione. A dare l’allarme è stato proprio il nuovo compagno, che da tempo non aveva alcuna risposta dalla ragazza; tutto è comunque partito dal ritrovamento dell’uomo che è stato dapprima trasportato nell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina e poi interrogato a fondo dai procuratori di Frosinone. Il 3 maggio l’uomo finalmente confessa: “Io, Pietro Ialongo, ho accoltellato senza lasciare via di scampo, la mia ex Romina de Cesare”. Tra gli effetti personali dell’uomo anche un taccuino dove lui stesso ha appuntato una confessione verosimile del delitto. Le indagini sull’uccisione di Romina proseguono per opera del nucleo investigativo del comando provinciale dei carabinieri di Latina, degli investigatori della squadra mobile della questura di Frosinone e del comando carabinieri stazione di Sabaudia. Da una busta che l’uomo portava con sé al momento del suo ritrovamento si evince anche la sua intenzione di suicidarsi, ma non essendoci riuscito in nessuno dei due modi, una volta arrivato sulla spiaggia di Sabaudia, avrebbe tentato di morire annegato dopo essersi disfatto degli abiti che indossavano il momento del delitto. Al momento sono ancora in fase di accertamento le motivazioni del gesto, anche se, quasi sicuramente, riconducibili ad un atto di estrema gelosia. Si attende nel frattempo che venga emesso il decreto di fermo nei confronti dell’uomo per il reato di omicidio con uso di arma da punta da taglio ai danni di Romina de Cesare.
Cambia lo scenario, ma la musica è sempre la stessa: “la donna viene punita con la morte ad opera dell’uomo, perché più forte e coraggiosa rispetto a quest’ultimo, che non sa accettare le sconfitte e reinventarsi una vita”.