di Daniela Buonocore

Scene che sembrano tratte dal film Gomorra quelle a cui si è assistito martedì scorso sul litorale romano, a Ostia, davanti all’Istituto superiore statale Carlo Urbani.
Pochi minuti prima delle 8, un alunno intento a parlare con i suoi compagni in attesa del suono della campanella, è stato improvvisamente circondato da 5 uomini con il volto coperto giunti a bordo di un’auto per pestarlo. Urla e paura da parte di tutti i presenti, ma questo non ha fermato i malviventi, neanche alla vista dei ragazzini e delle madri che erano intenti ad accompagnare i bambini a scuola. In breve tempo la vittima è stata dapprima scaraventata a terra attraverso dei pugni sul volto, per poi essere ricoperta di calci e pugn, fino a rimanere esamine sull’asfalto. Dapprima qualcuno ha pensato ad uno scambio di persona, ma poi si è capito che non è stato così, l’obiettivo di quegli uomini era proprio il sedicenne.
Secondo le prime ricostruzioni un altro ragazzo avrebbe provato a difendere la vittima, ma in breve tempo è stato bloccato da due dei componenti della gang che l’hanno minacciato di fargli fare la stessa fine qualora avesse continuato a mettersi in mezzo. La scuola ha dato nell’immediato l’allarme chiamando i soccorsi e i genitori del ragazzo che è stato trasportato dall’ambulanza all’ospedale Grassi di Ostia. Da un primo referto medico i medici hanno affermato che il ragazzo presenta traumi in tutto il corpo. Le indagini partite subito dopo la telefonata al 112, hanno reso possibile l’identificazione dei presenti, mentre la squadra di polizia giudiziaria ha richiesto all’istituto di acquisire e visionare i filmati delle telecamere di sicurezza con il fine di identificare gli aggressori e la targa dell’auto utilizzata da questi ultimi. Tante le piste seguite dagli investigatori, che non lasciano in un angolo quella della gang, o la pista di un movente sentimentale. ma gli investigatori coordinati dalla Procura della capitale incrementano le loro ricerche proprio nella pista appartenente ad una teen gang che ultimamente sta colpendo le zone di Ostia, Fiumicino ed Acilia. I genitori del ragazzo sono sotto shock, ma non esitano a lanciare un allarme per richiedere un intervento rafforzato da parte delle forze dell’ordine che dovrebbero sorvegliare più accuratamente xerte zone per evitare che scene come queste possano ripetersi. Tra i racconti dei presenti emerge la stanchezza fisica e mentale che opprime sempre più la popolazione italiana. L’Italia è un paese violento e lo Stato sembra diventare sempre più assente, o comunque poco incline a cercare soluzioni per la tutela dei cittadini.