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venerdì, 12 Aprile, 2024

ROGER VIVIER GUARDA ALLE DIVE DEL CINEMA E PRESENTA IL SUO CORTO DO WE SHOW?. UN INNO AL GLAMOUR E UN RICHIAMO A GODOT

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di Stefano Sannino 

 

Roger Vivier, famoso per la sua décolleté con la fibbia squadrata sul collo del piede resa un mito da Catherine Deneuve nel 1967 in Belle de Jour, torna a far parlare di sé. E in maniera speciale. Gherardo Felloni, direttore artistico, da quando è al timone della Maison, riesce sempre a mettere quel distintivo tocco di ironia elegante nel suo lavoro, anche quando si tratta di un video. Ha presentato così la sua nuova collezione  autunno inverno 2021/2022, in un cortometraggio le cui protagoniste sono proprio cinque dive del passato, il marchio francese da sempre è molto vicino al cinema. Do We Show? – è il titolo del corto – si propone come uno spaccato sulla situazione attuale del pianeta, afflitto dalla pandemia e costretto a rallentare i suoi ritmi, cambiando completamente la società. La trama è quindi semplice ma d’impatto:  Joséphine Baker, Marlene Dietrich, Grace Kelly, Marilyn Monroe ed Edith Piaf sono invitate ad una sfilata che, però, non inizia mai; le cinque dive decidono allora di salire sul palco e cominciano a raccontare monologhi, cantare e competere in diversi campi. Il corto risulta così una sorta di rivisitazione pop della celebre opera teatrale di Beckett Aspettando Godot, in cui non sono gli individui e le persone i veri protagonisti, ma l’attesa. E l’attesa è in effetti anche la protagonista del cortometraggio di Roger Viver e di tutta la sua nuova collezione: l’attesa di un ritorno alla normalità, l’attesa di una sfilata di moda dal vivo, l’attesa di poter ritornare a camminare sui tacchi alti. Gherardo Felloni ha dimostrato ancora una volta di saper interpretare il mondo contemporaneo con grande finezza, facendo non solo riferimento alle grandi opere del passato, ma anche al sentimento che più di tutti ci accomuna da un anno a questa parte: l’incertezza. Ma, proprio come ci vuole dimostrare con la sua collezione, l’incertezza si combatte con la speranza, l’unica vera arma che può davvero cambiare il mondo.

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