di Daniela Buonocore

“Non si muore di solo Covid”:questa è la frase che segna le nostre giornate. I lavoratori italiani oppressi dalle continue restrizioni, green pass e tamponi con esiti negativi, denunciano sui social, e non solo, che il pericolo del lavoro non è legato solo ed esclusivamente al virus. Basti pensare che, dallo scorso settembre ad oggi, si contano ben 14 decessi dichiarati per lavoro; ma procediamo per gradi. Lo scorso 29 settembre, i sindacati e il Ministro del Lavoro, Orlando, si sono riuniti in merito al tema della sicurezza sul lavoro, sottolineando gli episodi avvenuti il giorno precedente, quando hanno perso  la vita due operai morti soffocati dall’azoto liquido durante un rifornimento della sostanza nell’ospedale di Pieve. Nel Padovano, invece, l’imbianchino Emanuele è morto precipitando da un’impalcatura, mentre altre due vittime del lavoro sono state registrate a Torino. La Cgil sostiene che le aziende appaltanti che non rispettano le norme di sicurezza devono essere escluse dalle gare di appalto, ma ciò non sembra aver fatto peso per le aziende operaie. Infatti, solo poche ore dopo il loro incontro, un altro terribile incidente ha segnato la vita di un 54enne di Pontasserchio, che è stato risucchiato dalla trebbiatrice della sua azienda, sulla quale stava lavorando. Nello stesso giorno l’operaio Pietro Vittoria, è stato investito e ucciso sulla A14 da un mezzo pesante, mentre segnalava la presenza di cantiere sul tratto tra Poggio imperiale e San Severo. A distanza di 9 giorni, ad Andria, Nunzio Cognetti, di 30 anni, è caduto in una vasca piena di mosto morendo poco dopo. E ancora, il 19 ottobre, il boscaiolo Bellunese, Mustapha Manneh, è morto schiacciato dall’albero che stava segando e un imprenditore modenese è morto schiacciato dal suo stesso trattore. Troppi i decessi registrati per chi dovrebbe assicurarsi la possibilita di una vita migliore con il proprio lavoro.
Purtroppo sono sempre di più gli operai che lavorano in condizioni di scarsa o mancata sicurezza. Vi sono anche casi sospetti, come quello di Brindisi, dove l’operaio Claudio Petrachi, è precipitato dall’impalcatura sulla quale stava lavorando, ferendo il proprietario dell’immobile.
Ad oggi l’ultimo incidente sul lavoro risale al 5 Gennaio, data nella quale Andrea Soligo, di 25 anni anni, ha perso la vita cadendo dalla scala sulla quale stava lavorando, precipitando da un’altezza di circa 3 metri, morendo a causa delle ferite riportate. Anche in questo caso le dinamiche dell’incidente sono ancora da ricostruire, ma resta di fatto che il lavoro viene percepito sempre di più come una fonte di paura e di preoccupazione. Ci si chiede infatti se forse sia il caso che il Governo stesso emani un tempestivo DPCM in merito alla tutela dei lavoratori più esigente presso controlli e norme di sicurezza da applicare e rispettare.