di Daniela Buonocore

Vaccini e tamponi, ormai, sembrano essere diventati il pane e il latte presenti nella lista della spesa giornaliera degli italiani. Nonostante ciò una gran parte della popolazione si dichiara NO-VAX e quindi contraria ad ogni forma di vaccino perché non vede in esso la risoluzione del problema, ma bensì un possibile strumento di attacco farmaceutico alla salute umana. Questo ha fatto sì che la scienza mettesse in atto un nuovo vaccino: “IL NOVAVAX”, un nuovo prodotto proteico anticovid approvato dall’Agenzia europea del farmaco EMA . Il Novavax ha, fino ad ora, dimostrato una grande sicurezza ed efficienza, pari ai precedenti vaccini già effettuati, ma è anche vero che purtroppo non è stato ancora testato contro la variante OMICRON di SARS-COV-2, pertanto sarà difficile valutare per tempo quale sarà l’impatto che il vaccino potrà avere su di essa, così come ammesso dall’infettivologo Roberto Cauda dell’Ema, con parole che gelano tutti sulla mutazione del virus: “il vaccino NOVAVAX presenta una familiarità con quello utilizzato 20/30 anni fa contro l’epatite B, un sistema pertanto già ampliamente impiegato, che ha la caratteristica di usare la tecnologia delle PROTEINE RICOMBINANTI che, per quanto sia molto collaudata, impiega più tempo rispetto agli altri vaccini. Questo avviene perché contiene la proteina SPIKE, il cosiddetto ARPIONE, che consente al virus di agganciarsi alla cellula nella stessa fattispecie e forma di una proteina, mentre negli altri vaccini essa si presenta in forma di RNA o di DNA, che poi solo successivamente produrrà la proteina.” Cosi Cauda spiega come mai con questo tipo di tecnologia si dovrebbero convincere anche i no-vax, che non fidandosi dei vaccini genici possono in qualche modo cambiare idea, ed effettuare il vaccino che vanta di una tecnologia più collaudata nel tempo. Va comunque ovviamente specificato che non esiste, purtroppo, alcun tipo di vaccino o farmaco che sia del tutto privo di eventuali effetti collaterali, l’importante però è che tali effetti siano trattati in termini di accettabilità e con una percentuale molto bassa. Attualmente l’AIFA, che ha approvato il vaccino, sostiene che tale farmaco dovrebbe arrivare in tempi molto rapidi e potrebbe rappresentare una possibile opzione per i non vaccinati e anche per chi dovrà effettuare il richiamo dei primi vaccini. Molti si chiedono se sarà questo il vaccino che salverà il mondo dal covid. Beh chi puo saperlo, per ora lasciamo alla scienza il beneficio del dubbio.