di Mario Alberto Marchi

L’Italia è prima nell’economia circolare in Europa. Non facciamo che flagellarci e darci da soli dei cialtroni e invece deteniamo il record su questa materia cosiì rilevante, anche nei progetti di ripresa post-covid. Lo dice il rapporto di Circonomia, presentato in apertura del Festival nazionale dell’economia circolare e delle energie dei territori ad Alba. Il rapporto considera 17 indicatori come il consumo interno di materia pro-capite e la percentuale di rifiuti avviati a riciclo. Dopo l’Italia, la classifica vede un mito della sostenibilità come l’Olanda, l’Austria, la Danimarca, che ci invidia ad esempio il progresso tra il 2011 e il 2019 nella produttività d’uso delle risorse è migliorato in Italia del 59%, contro la media dell’Ue al 31%”. Nello stesso periodo il tasso di riciclo di materia in Italia è cresciuto di oltre il 20% passando dal 31 al 51%; mentre la media Ue è cresciuta del 10%, e quella dei Paesi più avanzati come l’Olanda e la Germania rispettivamente dell’8% e del 4%, quella della Francia del 10% e la Spagna del 5,5%”. Tutto bene, ma non benissimo. Infatti, a scavare un po’ nei dati, si scopre che nella produzione e il consumo di energie rinnovabili: l’Italia era al 6,3% di energia pulita sui consumi finali nel 2004, era passata al 17,1% ne 2014, ma è poi rimasta inchiodata al 18% nel 2019, malgrado la sensibilizzazione a livello mondiale e gli incentivi che gravano sulle stramaledette bollette, in aumento proprio in questi giorni. Nel 2010 la produzione elettrica da nuove rinnovabili era pari all’8%, un valore inferiore alla media europea o a Paesi come la Germania (14%) o la Spagna (18%). Nel 2015, grazie alla spinta del fotovoltaico, l’Italia era arrivata al 23%. E qui si è fermata: dal 2017 al 2019 è ferma al 23%. Un altro punto a sfavore è quello dei comportamenti domestici che ci vede consumare più energia della media dei cittadini europei: peggio di noi fanno solo Belgio e Lussemburgo, che però di energia elettrica ne producono talmente tanta da potersi permetter di illuminare pure le autostrade. Andando avanti, ci imbattiamo poi in una contraddizione abbastanza clamorosa: siamo uno dei principali produttori europei di prodotti alimentari biologici, ma per consumi, sia rispetto alla spesa alimentare che per abitante l’Italia non brilliamo. Lo stesso dicasi per la mobilità alternativa. Siamo il maggior produttore europeo di biciclette, ma le usiamo meno degli altri. Insomma anche in questa occasione siamo come il famoso studente che ha brillanti intuizioni, ma si applica poco.