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sabato, 2 Marzo, 2024

NIKOS LAGOUSAKOS: “SE SENTITE CHE NON POTETE FARE A MENO DI BALLARE, NON PERMETTETE A NESSUNO DI DIRVI CHE LA DANZA NON FA PER VOI”

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MoveOn è un progetto voluto e realizzato da Antonella Bruno e Valentina Menarini, che hanno creato uno spazio e un programma formativo in cui studenti provenienti da tutta Italia, possono relazionarsi con i diversi stili di danza e i linguaggi performativi.
Time & Space è un evento artistico che racchiude il percorso formativo dell’anno accademico 2022/2023 di MoveOn Performing Arts Academy.
La collaborazione con Nikos Lagousakos porta alla produzione dello spettacolo Time & Space.

Nikos Lagousakos è uno dei protagonisti di riferimento per gli eventi performativi mondiali.Ha lavorato per oltre 15 Cerimonie su scala Olimpica, iniziando come coreografo per poi continuare come regista e direttore creativo. In aggiunta collabora con alcuni dei più prestigiosi teatri e festival lirici europei. Nel 2016 progetta, cura e dirige Dance Day, un nuovo format di Festival di danza in Russia, a Mosca.

Il 4 giugno, al Teatro Manzoni di Milano, andrà in scena Time & Space, uno spettacolo di MoveOn Performing Arts Academy, con la direzione artistica di Nikos Lagousakos. “Uno spettacolo che racchiude un percorso di scambio creativo tra allievi e docenti al fine di muoversi verso il proprio futuro”. Quanto e quale spazio c’è per giovani allievi che nel loro futuro si vedono come ballerini professionisti?

«Eh…bella domanda questa! Di sicuro non si tratta di un mestiere e di un settore semplici. E’ un ambiente molto competitivo, ma da un anno a questa parte c’è grande fermento e vengono create sempre più opportunità. Io credo che non ci sia nulla che possa fermare chi lo meriti e si impegni duramente per raggiungere il suo obbiettivo. Presto o tardi tutto torna.
Ciò che andrà in scena a breve non è solo uno spettacolo, ma è il frutto di un progetto accademico iniziato ad ottobre scorso. Il mio obbiettivo era quello di avere almeno una coreografia realizzata dagli allievi, che andrà a comporre il lavoro che porteremo in scena a giugno, e così è stato. Questo vuol dire che alcuni allievi, in questo caso tre allievi del III anno, stanno già trovando il loro spazio e, piano piano, si stanno facendo strada.
Il nostro è un lavoro davvero molto complesso, sotto tanti punti di vista. C’è una cosa che dico sempre quando incontro dei giovani allievi: “se sentite che c’è qualcos’altro che possa rendervi felice nella nostra vita, fate quell’altra cosa, ma se sentite che non potete fare a meno di ballare, non permettete mai a nessuno di dirvi che la danza non fa per voi!”. Inoltre, sono moltissimi i ruoli che ruotano intorno al mondo della danza, non bisogna per forza essere ballerini per farne parte.»

A proposito di spazio, quanto è importante questa dimensione e il suo rapporto con essa per un ballerino?

«Ci capita di vedere sulla scena degli artisti che, appena mettono piede su palco, catturano la nostra attenzione. C’è chi definisce questo “carisma”, chi “talento”…sono tanti i modi per definirlo. Io credo che ciò che permetta ad un danzatore di distinguersi sia la capacità di essere presente qui e ora, nel suo spazio e nel suo tempo. Questa è infatti anche la linea guida del nostro progetto: imparare a osservare, analizzare, trovare il proprio spazio ed il proprio tempo.»

Che cosa significa, per un danzatore, spingersi oltre i propri limiti?

«Proverò a rispondere a questa domanda raccontando un piccolo aneddoto.
L’altro giorno, finita la mia lezione all’Accademia MoveOn, ho assistito a quella di un grande collega, che dava agli allievi degli input per aiutarli ad affrontare dei passaggi particolarmente difficili a livello tecnico. Il suo consiglio era il seguente: il momento in cui l’esercizio si complica, è quello in cui bisogna spingere ancora di più, per arrivare ancora più lontano. Che sia un braccio, una gamba…è quello il momento in cui si acquisiscono nuove abilità tecniche. Ogni giorno, gli allievi, ma anche i professionisti, devono superare i loro limiti per acquisire la disciplina e la tecnica che servono per salire sul palcoscenico.»

Lei vanta una carriera internazionale di grandi successi. Che differenza c’è tra dirigere artisticamente dei ballerini professionisti e degli allievi? C’è una cosa che preferisce tra le due?

«Ero certo che prima o poi questa domanda sarebbe arrivata e ho riflettuto a lungo, in questo ultimo periodo, su quale sarebbe potuta essere la risposta, soprattutto per me stesso.
Come dico sempre ai miei allievi, ogni volta che si prende parte ad un progetto, è necessario impegnarsi e dare il meglio di sé, dimostrando il massimo rispetto per questo lavoro. 
Lavorare con professionisti significa sicuramente avere che fare con ballerini preparati e con esperienza. Con gli allievi non ho occasione di lavorare molto spesso, ma quando lo faccio ne traggo davvero molta soddisfazione. Questo lavoro implica una grande professionalità e questa cosa permette di rimanere con i piedi ben piantati per terra. Questi giovani, un giorno, saranno al mio posto, ecco perché è necessario dar loro gli strumenti per poter, in un futuro, trasmettere quello che io ho trasmesso a loro. Vedere un allievo acquisire delle informazioni e farle sue, assistere a quest’evoluzione, è una delle cose più gratificanti. Vedere i ragazzi crescere giorno per giorno, sia umanamente che professionalmente, è davvero appagante.»

Perché tiene particolarmente a questo progetto e a questo spettacolo? Cos’hanno di speciale per lei?

«In primo luogo, si tratta di qualcosa di davvero importante per me perché non insegnavo da diversi anni. Conosco Antonella Bruno e Valentina Menarini, rispettivamente founder e co-founder di MoveOn, da anni. Quando quest’anno mi hanno contattato per propormi questo progetto, ho capito fin da subito che sarebbe stata una grande sfida riuscire ad avere una certa costanza. Io ho base ad Atene, viaggio continuamente per lavoro, e non avrei mai accettato la loro proposta senza sentirne il carico e la responsabilità. Questo spettacolo per me è molto significativo, è la degna conclusione di un percorso accademico iniziato mesi fa. E’ una grande collaborazione artistica, un assaggio di quello che i ragazzi dovranno affrontare una volta usciti dalla scuola, anche per questo per me è molto importante.»

di Susanna Russo

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