NESSUNA EMERGENZA A SAN ROSSORE. Parla il Dott. Cecchi, responsabile dei 40 clandestini ricoverati

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Visto il susseguirsi di notizie allarmanti in merito ai 40 extracomunitari ospitati presso la struttura interna al parco di Migliarino San Rossore, in quel di Pisa, è giusto che sia fatta un po’ di luce e scoprire la verità sul caso. Iniziamo col dire che la struttura interna al parco, la casa vacanza Piaggerta, non è una struttura sanitaria ma, potremmo definirla, riabilitativa, quindi poco consona ad ospitare persone con urgente bisogno di cure per un eventuale contagio di ebola.

Ciononostante si tratta di un immobile ristrutturato situato in un’area interna e protetta della tenuta di San Rossore ed è soggetta ad alcune limitazioni di accesso e di traffico. In questa struttura, stando alle dichiarazioni ufficiali, solitamente si ospitano piccoli gruppi, famiglie e persone con bisogni speciali o con disabilità. 

Intervistato telefonicamente il Dott. Giuseppe Cecchi, presidente della Società della Salute, l’associazione che ha preso in carico su proposta del Prefetto di Pisa la sorte dei 40 clandestini, ha dichiarato che è vero che vi è stata una sorta di segregazione dei profughi ma non dovuta a casi di contagio di ebola, bensì per problematiche organizzative e per far si che i ragazzi si ambientassero lontani da fattori di stress.

E’ anche vero, però, che il caso di febbricola e un altro caso di congiuntivite hanno destato qualche sospetto, tant’è che tutto il gruppo di 40 clandestini è stato sottoposto a screening sanitario per accertarne la situazione medica. Avuto esito negativo, i 40 clandestini sono stati comunque liberi di uscire dalla casa che li ospitava per poter avere contatti con l’esterno, ma sempre in seno alla tenuta di Migliarino San Rossore. Inoltre sei o sette del gruppo hanno manifestato la volontà di lasciare l’Italia per recarsi in Paesi europei diversi.

Intanto, se il Dott. Cecchi esclude categoricamente che nel gruppo gestito dalla sua associazione, vi siano stati casi di contagio di ebola, non esclude che nel gruppo successivo, gestito invece dall’Amministrazione Provinciale pisana, ve ne possano essere. Infatti anche il gruppo di 50 clandestini ospitati nell’area di Pisa verrà sottoposto a visite sanitarie presso le strutture competenti per escludere ogni rischio di contagio.

Pertanto, tutti i lettori e frequentatori della rete che si sono allarmati, giustamente, dalle notizie che venivano pubblicate in merito a dei clandestini infetti da ebola, al momento, possono tranquillizzarsi. Intanto, il Ministero della Sanità ha attuato maggiori controlli in prossimità delle frontiere, almeno quelle aeroportuali, ma sta facendo scattare gli allarmi anche in tutte quelle aree interessate dall’arrivo di extracomunitari. 

Quindi, visto il rafforzamento dei controlli negli aeroporti ed in prossimità delle aree di sbarco e visti i vari screening sanitari a cui sono sottoposti i clandestini, il rischio che ebola venga trasportata, e quindi, importata anche dai numerosi migranti, non è un fatto lontano dalla realtà. 

Presto, comunque, ci saranno sviluppi in merito al gruppo di 50 profughi attualmente sotto la responsabilità della Provincia di Pisa.

Gian Giacomo William Faillace

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