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sabato, 28 Gennaio, 2023

Natale: la povertà dilaga, saranno delle festività di stenti

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Natale è alle porte, manca veramente poco per ciò che resta del periodo più atteso dell’anno. Purtroppo però questo Natale sarà diverso dagli altri, in molti, infatti, a seguito soprattutto della pandemia, non potranno realizzare i loro desideri.

In Italia, secondo L’ISTAT, sono sempre di più le famiglie che vivono in una situazione di povertà assoluta, a queste si aggiungono quelle che, nonostante uno stipendio mensile, non riescono comunque ad arrivare a fine mese.
Il rapporto della Caritas ha stimato che nel 2022 il livello di povertà è più alto che mai, infatti, in meno di 14 anni, il numero delle persone che vivono in povertà assoluta è più che triplicato.

Alle difficoltà nel trovare lavoro si aggiungono il caro bollette e i rincari alimentari, che vanno a pesare sempre di più sulle fasce più povere.
Tale povertà si riversa anche nel settore industriale, poiché le persone tendono a spendere sempre di meno, non solo per i regali, e quindi nei negozi di abbigliamento, giocattoli e altro, ma anche per la cura della persona e per il settore alimentare.
Un’economia, quindi, che va a rotoli e che nel periodo natalizio si sente ancor di più, una povertà che viene ereditata più della ricchezza.

Monsignor Carlo Redaelli, Presidente della Caritas in Italia, ha descritto il nostro Paese come talmente povero per cui servirebbero cinque generazioni per uscire dallo stato di povertà.
Questa povertà porta con sé conseguenze anche psicologiche. Stando ad alcune indagini, almeno 9 persone su 10 avrebbero dichiarato di sentirsi sfiduciate, prive di ogni speranza e progettualità, ma soprattutto appesantite da una scarsa autostima, rispetto a chi, anche se con fatica, riesce ancora ad avere un briciolo di dignità economica.
Anche i dati presentati da Confcommercio hanno rilevato un calo che stima -8% di spese rispetto all’anno precedente nel periodo natalizio.

Queste difficoltà riguardano anche il settore del turismo: ristoratori e albergatori si vedono costretti ad aumentare i prezzi degli alloggi e dei cenoni di Natale, questo va necessariamente a compromettere l’intera entrata economica, poiché i clienti non riescono a sostenere spese così alte per puro relax.

Bisognerà che il Governo decida di attuare quanto prima un piano riparatore, onde evitare di far andare tutti in bancarotta. Nel frattempo, invece, c’è chi ha già pensato di scrivere la sua lettera di aiuti a Babbo Natale, chiedendo lavoro e magari, perché no, anche un terno al lotto.

di Daniela Buonocore

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