di Martina Grandori

 

I dati sono preoccupanti, ogni minuto nel mondo vengono utilizzate 3 milioni di nuove mascherine, quasi 130 miliardi al mese al mese. Se anche solo una piccola percentuali dei dispositivi di protezione anti Covid-19 finisse nell’ambiente, è facile immaginarsi la portata di questa nuova e pericolosa forma di inquinamento che sta colpendo la Terra. Se anche solo l’1% delle mascherine venisse smaltito non correttamente e disperso in natura, considerando che il peso di ogni mascherina è di circa 4 grammi questo comporterebbe la dispersione di oltre 40mila chilogrammi di plastica in natura: praticamente più plastica che pesci nei mari fra non molto. Sono dati riportati da WWF che come tante associazioni, cerca di sensibilizzare il più possibile anche i giovani a gettare via correttamente i dispositivi, ricordando che gli studi stimano 450 anni di tempo prima che le mascherine si decompongano nell’ambiente. Un problema allarmante se si pensa ai miliardi di pezzi venduti al mese a livello mondiale. 

La sfida per le aziende più attente all’ambiente è come rendere il più sostenibile un dispositivo chiave in tempo di pandemia.

Una proposta arriva da Körber Tissue, azienda tedesca con stabilimenti a Lucca, che da anni lavora sulla ricerca e l’innovazione a supporto dell’ambiente e che ha messo a punto un brevetto per Myfaceroll, una mascherina ecosostenibile. Costi bassi, elevate quantità di produzione – 10.000 pezzi al minuto, circa 1 milione di mascherine in 8 ore di lavoro – il tutto in un materiale compostabile nell’umido, il bambù. Un tessuto – non tessuto monovelo (ricorda la carta igienica) ottenuto dal bambù impiegato per produrre un dispositivo usa e getta da abbinare sempre ad una mascherina chirurgica, insieme raggiungono un’efficienza della filtrazione batterica (BFE) estremamente elevata, il 99,8%. Una sorta di velo naturale senza elastici ma con due fori per le orecchie che a fine giornata si smaltisce nell’umido, permettendo così una diminuzione di sprechi delle altre protezioni più inquinanti. Va precisato che non si tratta di dispositivi medici certificati, ma i dispositivi Myfaceroll possono essere utili quotidianamente quando ci si trova sui mezzi pubblici, in viaggio su treni o aerei, o in luoghi pubblici più affollati.