Nel video che vi sto mostrando si vedono le borseggiatrici che agiscono normalmente intorno alla stazione ferroviaria di Milano Centrale e alla metropolitana delle linee rossa e gialla. Qui si trovano sulla linea della metropolitana Gialla, alla stazione di Missori. Oggi sono state sorprese. C’è chi le ha viste prendere il portafoglio dalle tasche dell’uomo, ma le borseggiatrici agiscono con un protocollo ben preciso che ha dei significati importanti.

Dopo aver rubato il portafoglio dalle tasche dell’uomo, che si è accorto quasi immediatamente del furto, come altri passeggeri, le borseggiatrici tentano di essere il più ingenue possibile. Qualsiasi persona normale si farebbe quasi convincere dalla loro innocenza. Per poco non si fa convincere anche la vittima, se non che un altro passeggero ha visto il furto. A quel punto le borseggiatrici lasciano cadere a terra il portafoglio. Dietro a questo atto c’è un motivo.

Nel migliore dei casi questo serve a far credere alla vittima che la colpa sia sua, perché ha perso il portafoglio. In realtà le borseggiatrici sanno benissimo che se un oggetto non è trovato nella loro immediata disponibilità, cioè se nessuno le vede con addosso l’oggetto rubato, non possono essere accusate di furto. Non scappano, non si mettono a correre in mezzo alla gente. Sanno della presenza delle telecamere e che la corsa servirebbe a poco. Quindi cercano di rendere le immagini registrate il più innocue possibile. “Io? Non sono stata io. Stai accusando un innocente. Sei tu il pirla che perso il portafoglio e accusi me?”

Sanno invece benissimo che nel momento in cui arrivano gli uomini della Security di ATM, presenti in tutte le stazioni, o gli agenti della polizia metropolitana, la Polmetro, e le trovano in possesso del portafoglio saranno arrestate in flagranza di reato per furto aggravato. È bene quindi che, prima di correre qualunque rischio, il portafoglio cada per terra. In questo caso l’accusa, anche in presenza di testimoni, potrebbe essere al massimo di tentato furto, senza atti di aggravamento del reato.

Borseggiatrici furbissime

La differenza tra furto semplice e il furto aggravato, quando un borseggiatore è colto in flagranza, cioè mentre sta compiendo il furto o poco dopo, è nel modo in cui il furto è compiuto. Il furto semplice, anche quando il colpevole è colto in flagranza, non prevede l’arresto immediato. Il colpevole viene denunciato a piede libero, cioè il borseggiatore se ne torna a casa sua e attende un processo che prima o poi arriverà. Nel furto aggravato, invece, quando il colpevole è colto in flagranza di reato, la legge prevede l’arresto immediato. L’Arresto può essere effettuato persino da un semplice cittadino, purché questo chiami le forze dell’ordine nel più breve tempo possibile. Il derubato di un portafoglio durante un furto aggravato può trattenere e catturare il ladro fino all’arrivo delle forze dell’ordine senza avere alcun problema legale, se non la scocciatura di dover testimoniare al processo.

Quindi, una borseggiatrice fa molta attenzione a non permettere il verificarsi di 2 condizioni: non deve mai farsi trovare dalle forze dell’ordine con addosso le prove del reato e il furto deve svolgersi in modo da non essere aggravato da nessun tipo di condizione. Per il resto, l’importante è continuare a negare.

Cos’è un furto aggravato?

La definizione non è semplicissima. Si potrebbe dire che è furto aggravato qualunque furto che inglobi una qualche forma di violenza, anche sulle cose. Un esempio potrebbe essere quello della borseggiatrice che infila le mani in una borsa aperta (furto semplice) rispetto a quella che taglia la tasca della vittima o la pelle della borsetta per estrarre il portafoglio o lo smartphone (violenza sui vestiti). Se scoperta, nel primo caso la borseggiatrice sarà denunciata a piede libero. Quindi tornerà a casa sua e continuerà ad effettuare furti sui treni della metropolitana. Nel secondo caso invece può essere arrestata in flagranza di reato, portata in carcere e processata per direttissima.

Una differenza non da poco

Essere accusate di furto aggravato è una delle maggiori paure delle borseggiatrici di Milano. Infatti hanno tutte dei lunghi curriculum, con numerose denunce e qualche processo in atto. Fino al momento in cui non entrano in carcere per la prima volta, continuano ad effettuare il loro “lavoro” di ladre. Una volta, però, che sono arrestate e portate in carcere i magistrati riescono a trattenerle fino a far maturare anche le vecchie condanne. Ci sono borseggiatrici che si trovano a scontare anche 50 anni di carcere accumulati tramite il cumulo pene, che scontano man mano che le sentenze dei giudici passano allo stato di “giudicato”, con la sentenza definitiva. Per questo motivo il primo pensiero di un borseggiatore o di una borseggiatrice è quello di usare tutti i metodi possibili per restare il più a lungo possibile fuori dal carcere.