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di Giorgia Scataggia

Nel mezzo della crisi sanitaria ed economica, causata dalle restrizioni atte a controllare la pandemia, le piccole imprese sono state sin dal principio trattate come il capro espiatorio della situazione: stritolate e private del diritto alla libera impresa, senza un adeguato risarcimento danni.

Questa ingiustizia ha incentivato diversi imprenditori ad unirsi ed è nato il Comitato per la Repubblica, il quale ha proposto una “strategia d’attacco” volta ad ottenere quanto dovuto: la messa in mora del Governo.

GLI ARTICOLI VIOLATI

“Milioni di piccole imprese, di lavoratori autonomi e di professionisti, hanno subito danni enormi dalle chiusure, sia totali sia parziali, imposte dai vari “DPCM”„ ha affermato, in diretta su Radio Critical Break, l’avv. Antonio Grazia Romano, referente legale del Comitato. “Voglio ribadire che il Governo, pur tutelando legittimamente il diritto alla salute pubblica, ha creato un grosso problema di carattere sia economico che costituzionale. Gli articoli violati sono diversi: l’art. 3 della Costituzione, che considera tutti i cittadini uguali davanti alla legge, l’art. 41, che garantisce il diritto alla libertà di impresa e gli articoli 22 e seguenti della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

Diverse categorie, come ad esempio i dipendenti pubblici o i politici stessi, non hanno subito alcun danno da lockdown, percependo il loro stipendio tale e quale a prima, mentre le partite iva, assieme ai cassaintegrati, i quali ricevono solo il 60% della busta paga e non per colpa dell’azienda, sono i grandi sacrificati dallo Stato. L’art. 2045 del Codice Civile così recita: “Quando chi ha compiuto il fatto dannoso vi è stato costretto

dalla necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona

ed il pericolo non è stato da lui volontariamente causato né era altrimenti evitabile, al

danneggiato è dovuta un’indennità la cui misura è rimessa all’equo apprezzamento del

Giudice;”„

L’AZIONE LEGALE

Lo Stato, ad oggi, ha elargito ben pochi ristori, mettendo in difficoltà milioni di aziende. Il Comitato per la Repubblica ha quindi ritenuto necessaria la messa in mora del Governo. È stata pertanto formalizzata una lettera, la quale sarà presto resa disponibile a qualsiasi parte lesa che voglia aderire all’iniziativa. Se le richieste esposte non saranno soddisfatte, il Comitato si prenderà l’impegno di portare il Governo davanti al Tribunale di Roma ed eventualmente anche alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

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