di Susanna Russo

Sabato 24 Luglio è andata in onda su Rai 1 una puntata del nuovo programma Amore in quarantena, in cui una giovane coppia omosessuale racconta la sua storia ai tempi del lockdown. I due padri rendono noto che sia stata riconosciuta loro la paternità dei due bambini che figurano davanti alla telecamera grazie alla pratica dell’“utero in affitto”.

A seguito della messa in onda, alcuni esponenti del centrodestra, tra cui la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, hanno espresso il loro sdegno per la pubblicizzazione di un atto illecito quale la surrogazione di maternità.

Anche Max Bastoni, Consigliere Comunale di Milano e Regionale in quota Lega, rende noto il suo dissenso in merito.

 Quale tipologia di messaggi non dovrebbe assolutamente veicolare un programma che va in onda su rete nazionale?

«Proprio questo di cui stiamo parlando. È vergognoso e scandaloso che durante la prima puntata del programma tv Amore in quarantena andato in onda sabato 24 Luglio su Rai 1, sia stata fatta pubblicità alla pratica dell’utero in affitto. Il servizio pubblico pensa forse di essere al di sopra della legge?! Ma lo sa il direttore Stefano Coletta che in Italia la Corte Costituzionale ha dichiarato la maternità surrogata contraria alla dignità umana e all’ordine pubblico? L’AD della RAI e il Ministero dello Sviluppo Economico dovrebbero pubblicare una rettifica nella quale si scusano della messa in onda e si ribadisca che l’utero in affitto è un reato.»

 

Come mai, secondo lei, viene permesso che questi messaggi vengano trasmessi nelle case degli italiani?

«Non giro attorno al problema. All’interno di questo scenario si radica il pensiero unico, cioè quel pensiero che non ammette dissenso, che non consente divergenza, che non tollera il contraddittorio, che non sopporta l’eterodossia, che non concede spazio al dubbio, che sospetta degli interrogativi e che, infine e inevitabilmente, punisce i dissidenti.»

 

A suo parere, esiste un modo rispettoso, non schierato e non manipolativo, di fare televisione e trasmettere informazioni?

«Basterebbe proporre le notizie e generare un contraddittorio. Invece ci troviamo di fronte alla manipolazione della realtà presentata come esclusiva, positiva, incontrovertibile.»

 

Perché, dal suo punto di vista, è sbagliato raccontare, attraverso un programma televisivo, della surrogazione di maternità?

«Per lo stesso motivo con cui la Corte dei Diritti dell’Uomo ha dichiarato legittimo il divieto di trascrizione in Italia del certificato di nascita di un bambino nato con la maternità surrogata. In quanto, se così non fosse stato, si sarebbe verificata una “legalizzazione” di fatto di una situazione che la legge italiana espressamente non consentiva, cioè una legittimazione a posteriori della maternità surrogata che in Italia è vietata e penalmente sanzionata.»

 

Quali sono le principali motivazioni per cui è contrario alla procedura dell’ “utero in affitto”?

 «Le dico la mia: Le madri surrogate diventano contenitori, valigie in viaggio che portano un pacco … sono deumanizzate. le parole corrette per descrivere quello che, indorando la pillola, chiamano ‘gestazione per altri’: è la compravendita di un essere umano procreato a questo scopo. Questo è il motivo per cui le madri, che chiamano ‘portatrici’ per ingannare, non possono praticamente mai recedere dal patto e continuare a essere madri del loro neonato, ma se ne devono forzatamente separare. Sono state ridotte a vendere la loro relazione materna, a consentire il distacco da sé del loro figlio o figlia»