di Daniela Buonocore

Il 27 gennaio è la giornata in cui si celebra la commemorazione della Shoah. Correva l’anno 1945, quando le truppe dell’armata russa entrarono per la prima volta ad Auschwitz, trovando dinnanzi a sè, circa 7000 prigionieri, con oltre un milione di morti. Il 1 novembre del 2005, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha istituito la giornata della memoria per ricordare il genocidio degli ebrei, la Shoah.
Ma ciò che la storia dovrebbe insegnare ad evitare, per qualcuno diventa fonte di ispirazione. Esattamente due giorni fa un dodicenne di Livorno è stato insultato e aggredito nel pomeriggio all’interno di un parco di Campiglia Marittima, solo ed esclusivamente perché ebreo. Stando alla dinamica dei fatti, due ragazzine di 15 anni che passeggiavano nel parco Altobelli, dapprima hanno invitato il ragazzino a tacere senza alcun motivo, con frasi antisemite come: “devi bruciare nei forni”, per poi colpirlo con calci, pugni e sputi. Il povero ragazzino al suo ritorno a casa, ha racconta tutto al padre, che ha formalizzato la denuncia ai carabinieri per ingiurie e lesioni. “Sembra quasi di essere ritornati nei tempi più bui della storia del nostro paese”, ha commentato il Primo Cittadino del Comune di Farnese, che ha classificato l’episodio come fatto di massima gravità, chiedendo che venisse approfondita la vicenda.
Quello che tutti si chiedono è come mai, a distanza di anni, ci siano ancora persone che trovino terreno fertile in tali sentimenti di razzismo.
La comunità ebraica di Livorno si augura che la cosa non passi inosservata.
L’educazione alla non violenza, al rispetto del genere umano, all’antisemitismo, devono diventare pane quotidiano da distribuire in tutte le case.