di Veronica Graf

Limone è una località piemontese turistica, detta “Riserva Bianca” e molto conosciuta soprattutto come meta turistica invernale, infatti è tra le più attrezzate ed ambite del Nord Ovest. Questo paese ha un centro storico tipico dei villaggi di montagna con una strada centrale dalla quale si aprono le principali attività commerciali, la Parrocchiale di San Pietro in Vincoli risalente al XV secolo e il Municipio.
Partendo dalla strada centrale cominciano varie stradine che dal lato a valle si dirigono verso il torrente Vermenagna, e dall’altro lato si inoltrano lungo il versante dov’è un piacere passeggiare alla ricerca di angoli incantati.
La stazione di sci è molto antica ed è stata sempre all’avanguardia nel proporre molti chilometri di piste, più di un’ottantina, di ogni tipo e difficoltà ed in più recentemente ha migliorato il proprio parco impianti con la realizzazione di alcune seggiovie di ultima generazione.
La vera e propria storia sciistica di Limone iniziò nel 1937 quando, per dare un servizio innovativo alla grande quantità di sciatori che la frequentavano, venne costruita una “slittovia”, antenata pionieristica dei moderni impianti di risalita; da allora in poi è stato un continuo e progressivo sviluppo che ha portato Limone all’attuale notorietà, con seggiovie che raggiungono quota 2070 m.
Sono numerose le frazioni: Fantino, Limonetto, Panice Soprana, Panice Sottana, San Bernardo e Tetti Mecci. Tra queste, Limonetto e Panice sono tra i punti di accesso al vasto dominio sciabile, oggi conosciuto come “Riserva bianca”.
Il paesino è situato nella parte apicale della valle Vermenagna ed alle sue spalle si innalzano alcune imponenti montagne tra le quali spiccano la Costa Rossa (2.404 m.), la Cima della Fascia (2.495 m.), e la Rocca dell’Abisso (2.755 m.).
Il cammino che porta a Limone solcando la valle, superato il centro abitato, si inerpica in voluttuosi tornanti verso il Colle di Tenda: questo valico e questa strada hanno rappresentato da sempre un binomio importante, non solo per Limone, ma per tutta la valle Vermenagna.
Da sempre questo passaggio è stato un fondamentale collegamento tra il sud del Piemonte e la costa Ligure di ponente. Ci sono, infatti, racconti molto antichi che parlano di questo passo, risalenti addirittura all’epoca dell’impero romano quando la valle Vermenagna faceva parte della provincia delle Alpi Marittime. Gli abitanti erano cittadini romani sotto la giurisdizione di Pedona, l’attuale Borgo San Dalmazzo e l’antica strada raggiungeva il colle, ma risultava transitabile solamente a piedi o a dorso di mulo. In questa maniera, quindi, avevamo luogo anticamente i traffici con la valle del Roia, sull’altro lato del displuvio, verso la costa ligure, fino a raggiungere Ventimiglia.
Questo tracciato difatti era importante e l’interesse verso di esso non calò mai tanto che rilevanti lavori realizzati nel XVI secolo la resero transitabile alle carrozze mentre addirittura già verso la fine di quel secolo, i Savoia subentrati ai Lascaris di Tenda nel dominio della valle, avevano tentato di realizzare il traforo del colle di Tenda: l’impresa però era apparsa troppo difficoltosa ed era stata lasciata a metà.
La realizzazione del tunnel venne ritentata ancora una volta sul finire del Settecento, ed ancora una volta i lavori vennero sospesi per le difficoltà incontrate nonostante in quegli anni fossero in corso le grandi opere per la costruzione di una nuova carrozzabile Cuneo-Nizza. Si dovrà attendere fino al 1882 per vedere realizzato il sogno del traforo, lo stesso che si percorre ancora oggi.
Gli anni dell’Ottocento sono stati tempo di grandi lavori per Limone.. quel periodo, infatti, venivano edificate anche imponenti opere di fortificazione militare sul colle.
Nel tempo stesso importanti avvenimenti storici avevano segnato i destini di Limone, una cittadina che cresceva costantemente grazie ad una fiorente economia legata in parte ai commerci ed alle classiche attività montane legate alla pastorizia, in un succedersi di eventi importanti.
Bisogna ricordare anche una terribile epidemia di peste che nel 1630 (quella di manzoniana memoria) sterminò più della metà degli abitanti.
Anche se la tenacia di quella popolazione ebbe il meglio su ogni evento nefasto tanto che nell’anno dell’Unità d’Italia, Limone contava più di 3500 abitanti.
Un’altra meravigliosa opera, determinante per il successo turistico di Limone, vedrà la luce a cavallo dei secoli XIX e XX. In quel periodo verrà realizzata, infatti, la linea ferroviaria Cuneo-Limone- Ventimiglia-Nizza.
La prima importante parte dei lavori portò il treno a Limone: era l’anno 1891, ma i lavori proseguirono nel secolo successivo per completarsi poi nel 1928 con l’arrivo del treno a Nizza.
Il periodo della seconda Guerra Mondiale non portò nulla di buono, ed oltre ad aver decimato le giovani generazioni, ha visto anche la distruzione di una parte delle imponenti opere che erano state realizzate per far superare alla ferrovia l’impervio territorio dell’alta valle Roya, bombardate dall’aviazione nazista.
Si dovette attendere fino al 1979 per vedere completato il ripristino della linea ferroviaria. Il tunnel stradale del Colle di Tenda realizzato nel 1882, grazie ad un accordo tra i governi italo-francese è in questi anni in corso di raddoppio. C’è da dire comunque che la Riserva Bianca non soddisfa solamente gli appassionati dello sci alpino.. le piste molto ampie di Limone piacciono molto anche agli amanti dello snowboard!
Limone ha infatti realizzato uno “snow-park”, dotato di salti e ringhiere, dedicato a questa disciplina.