di Giorgia Scataggia

Solitamente, i bambini scrivono letterine a Babbo Natale per chiedere doni. Ma non tutti. Quest’anno, qualcun’altro è stato chiamato a fare le veci del grande uomo barbuto vestito di rosso. Tre dei quattro bambini di Cuneo sottratti a mamma Alma, hanno scritto una lettera indirizzata alla ministra Cartabia, una lettera dove chiedono, come regalo, di poter trascorrere le feste assieme alla loro sorellina minore, che non è ancora tornata a casa.
Dopo due anni d’inferno, mamma Alma ha ritrovato tre quarti di cuore, riabbracciando tre dei figli che, due anni fa, erano stati allontanati da lei. Quest’anno trascorrerà con loro, finalmente, le festività natalizie. Ma la loro gioia è incompleta, perché la più piccina, Maddalena, non è ancora stata restituita alle cure della propria famiglia.
Un passo avanti c’è stato: il Tribunale ha finalmente approvato gli incontri con la bambina al domicilio materno. Incontri che, però, avvengono sotto la vigile supervisione di un educatore, che si comporta come un secondino controllando ogni cosa, togliendo ai 4 fratelli il diritto di essere spontanei. Alla mamma non è permesso nemmeno di accompagnare la bambina in bagno, con la motivazione che non può rimanere da sola con lei.
Ma si sa, le difficoltà forgiano il carattere ed i tre fratelli, forti di un’intraprendenza acquisita nella necessità, si sono rivolti alla ministra Cartabia tramite una lettera, della quale, però, non hanno ottenuto risposta.
Il 23 Settembre alle 17.30 ci sarà una fiaccolata, a Cuneo, che partirà dal Municipio, per ricordare a Maddalena che non è sola e che l’intera città prega perché il Tribunale dei Minori di Torino la lasci tornare a casa, dove è giusto che viva, avvolta dall’affetto dei suoi cari.
Di seguito, pubblichiamo la lettera che i tre fratelli hanno scritto alla Ministra: “Buongiorno ministro Cartabia, siamo 3 fratelli della provincia di Cuneo:Francesco di 17 anni, Caterina di 15 e Leonardo di 12. Scriviamo a lei perché siamo disperati, e non sappiamo più a chi rivolgerci per avere aiuto. I nostri genitori si sono separati e poco dopo noi fratelli abbiamo raccontato a nostra madre degli abusi e violenze subite da nostro padre. Non sappiamo bene perché (nessuno ce l’ha mai spiegato), non capiamo bene come sia accaduto ma siamo stati portati via da nostra madre e portati a casa dei nonni paterni. Eravamo disperati perché nessuno di noi capiva com’era potuto accadere che dopo tutto quello che avevamo raccontato alla polizia, alla Npi ai vari avvocati e giudici nessuno ci credeva e ci accusavano di essere plagiati da nostra madre… Come? Nessuno lo sa… A casa dei nonni, ministro, abbiamo sofferto tanto, i nonni sono sempre stati affettuosi e di colpo, erano diventati cattivi, facendoci dispetti trattandoci male. A luglio dell’anno scorso, il 10,siamo stati presi tutti e 4, divisi e portati in 3 comunità differenti e nostra sorella piccola in una famiglia. Troppo dolore e sofferenza… Abbiamo visto droga,Alcool e sesso. Nelle comunità siamo cresciuti in fretta. E nessuno di noi è mai caduto… La voglia di tornare a casa da nostra madre, ci ha sempre dato la giusta spinta. Così anche in comunità siamo stati forti nonostante le pressioni dei giudici, di avvocati curatori, vigili di prossimità, limitazioni di ogni genere, arrivano anche a dirci che saremmo stati portati in carcere sino a 3 anni se non avessimo dato il cellulare… Il 17 marzo noi fratelli più grandi torniamo a casa, e il 26 agosto nostro fratello Leo. Una festa unica per il nostro ritorno a casa, con tutti i vicini di casa attorno… E bella notizia finalmente dopo 13 mesi di sole videochiamate l’incontro con nostra sorella Maddalena. È stato bellissimo rivederla poterla abbracciare… Poter giocare ridere con lei. Ma, ora signora ministra è passato tanto tempo, noi siamo tornati a casa, perché lei no! Perché lei è ancora con gli affidatari? Maddalena era una bimba solare sempre sorridente, ora è spenta, non sorride più, è sciupata e pare spegnersi ogni volta. Per noi è difficile lasciarla andare via, le facciamo tante coccole, tanti abbracci, cerchiamo di farle capire che tutto questo finirà e che potrà tornare a casa…. Si ma quando? Nostra madre sta facendo tutto ciò che può,lei cerca di tirarci su il morale ma anche lei è tanto triste e soffre molto. Lei è il ministro della giustizia, la prego ci aiuti a tornare insieme, faccia tornare a casa nostra sorella per sempre… A breve, tra 23 giorni sarà natale….noi confidiamo tanto in lei è nella sua figura… Abbiamo sofferto tanto, perso 1 anno di scuola, fatto lo sciopero della fame, fatto interviste… Ci aiuti a far ritornare nostra sorella Maddalena a casa. Con fiducia Francesco, Caterina e Leonardo.”