Raccolta a cura di Eleonora Francica e Avv. Michela Nacca (Le madri raccontano la Violenza Istituzionale :: Protective-mothers-italy (webnode.it)

Nelle storie vengono omessi nomi e cognomi nonché riferimenti geografici per tutelare la privacy e non esporre le madri ad inutili ulteriori azioni di ritorsione. Una attenzione che tuttavia può essere sacrificata qualora le storie personali siano ormai di dominio pubblico, diffuse ampiamente attraverso i media nazionali.

Abbiamo calcolato che quando i padri rivendicano l’alienazione come difesa a una denuncia di abuso, hanno quasi tre volte più probabilità di togliere la custodia alla madre”.

Prof. Joan Meier, George Washington Univ. USA

Stiamo raccogliendo e pubblicando storie di madri e di bambini e ragazzi vessati da istituzioni che si sono messe al servizio di padri violenti e gravemente inadeguati. 

Istituzioni che – indottrinate dalla scienza spazzatura e convinte di far bene – probabilmente o forse neppure si rendono conto che in realtà stiano favoreggiando la prosecuzione di reati di violenza e/o abusi trasformandosi essi stessi in carnefici. Del resto hannah arendt ci ha ben descritto come il male sia banale e come e quanto sia facile far agire degli uomini in modo disumano e deresponsabilizzato.

Basta dargli un ordine perentorio da eseguire! L’ordine ad esempio di un superiore gerarchico militare o di un giudice. E loro eseguiranno le nefandezze più oscene, convinti di non poter fare diversamente, convinti che è doveroso e dunque giusto! E poi ci sono i sadici, i violenti, gli anaffettivi: per quelli sarà un piacere indurre i Giudici ad agire violenza su poveri bambini. Queste storie che ci giungono sono alcune fra tante – la stragrande maggioranza – che non sono arrivate alla Commissione Femminicidio non sono fra i 1.500 fascicoli processuali raccolti. Perchè?

Semplicemente perché le mamme non possono uscire allo scoperto: le condizioni e le circostanze delle loro vicende sono tali da sconsigliarlo. Ma ci hanno chiesto di dar loro voce affinché la società sappia. E noi vogliamo che giunga questo loro appello a chiunque anche alla commissione.

Avv. Michela Nacca, Presidente Maison Antigone

Le storie raccontate in questo elenco le trovi su questo link

Le madri raccontano la Violenza Istituzionale :: Protective-mothers-italy (webnode.it)

 

Potrebbe essere la storia di qualunque madre!

06.07.2021

Lui e lei hanno un figlio, e lui è o più spesso diventa violento. Con il figlio che assiste.

È un olocausto bianco!

11.06.2021

“Lecce: osservazione genitori-figlio”

“Quel giorno in cui sfondarono la porta e il mio bambino gridava “mamma mi rubano!”

09.06.2021

In questi terribili giorni, dove il bimbo di Laura Massaro è in pericolo, mi sembra di rivivere l’incubo che affrontai io nel 2012. Un Avvocato sul web racconta il punto di vista di un padre che chiede la casa famiglia per il figlio.

07.06.2021

Abbiamo trovato questo dialogo nel web, raccontato da un Avvocato a cui si e’ rivolta una zia paterna, per conto di un padre, desiderosi entrambi di internare in casa famiglia il bambino, pur di non pagare un mantenimento per lui e di far soffrire la madre.

Sono russa, ho denunciato ma mi hanno doppiamente rivittimizzato, strappandomi da mia figlia

 

05.06.2021

Vorrei condividere con Voi la mia storia dell’allontanamento di mia figlia in seguito alla mia segnalazione della violenza domestica.

“Mio figlio ha raccontato abusi ma non lo hanno ascoltato…a maggio sarà portato via”

 

11.05.2021

Anch’io voglio raccontare il nostro calvario iniziato da quando è nato mio figlio, quasi 9 anni fa…
Sono una donna, mamma, lavoratrice straniera.

“Ho denunciato, l’ho lasciato ma da anni sono costretta a vivere costantemente nella paura perché il tribunale lo tutela, anche se è un padre violento”

02.05.2021

“Gentile Presidente di Maison Antigone,

io da vittima insieme ai miei figli passai da carnefice in nome di una legge 54 che non salva, ma condanna!”

28.04.2021

Per la terza volta mi trovai seduta a quella scrivania, sudata, nervosa.

“Storia vera di ordinaria ingiustizia, oggi mi processano per aver curato mio figlio”