di Daniela Buonocore

Una violenta e mostruosa distruzione di massa quella che Putin da giorni alimenta contro l’Ucraina con continui bombardamenti che danno vittime militari e civili senza alcuna distinzione. La situazione attuale è sconvolgente e dal punto di vista economico il conflitto aperto tra i due Paesi coinvolti si riflette anche sul resto del mondo. In Italia aumentano i prezzi del grano del 38,6%, del mais con il 17% e il 6% per la soia, e il tutto in una sola settimana dall’inizio della guerra. Il loro aumento ha messo in ginocchio gli allevatori italiani, già danneggiati dall’aumento del costo dell’energia che ha superato il 70% e quello dell’alimentazione del bestiame che ha superato il 40%. A pesare ulteriormente nel contesto economico italiano c’è la chiusura dei porti sul Mar Nero, che tra l’altro sembrerebbe essere anche la prossima vittima geografica di Putin, intenzionato a bombardarlo con piccole armi atomiche. Ma per spiegare in breve perché l’export italiano verso la Russia rischia il blocco, bisogna parlare di sanzioni, come quelle che negli ultimi giorni sono state accreditate (per i notevoli ritardi accumulati sulle diverse spedizioni destinate alla Russia) a Poste Italiane, che ha pertanto sospeso tutti i servizi di spedizione verso quest’ultima. Ma il blocco coinvolge anche i colossi del trasporto marittimo come l’MSC e Maersk, che hanno sospeso tutte le spedizioni di container da e verso la Russia, ma anche tutte le prenotazioni via mare e terra. MSC consentirà soltanto ordini di consegna per beni essenziali come cibo e medicine. Ciò che rende lo scenario ancora più drammatico sono i rincari dei costi del carburante che nell’ultimo anno, così come quanto dichiarato dal Confartigianato Trasporti, ha visto l’aumento del 20,7% del prezzo alla pompa del gasolio per l’autotrazione, con un maggioritario impatto di costi pari a 535 milioni di euro per le micro e piccole imprese dell’autotrasporto merci. L’Italia quindi, che in particolare era già provata economicamente dalla pandemia, risulta essere attualmente uno dei Paesi finanziariamente più compromessi da questa belligeranza.