LA CRISI VISTA CON GLI OCCHI DI UNA BADANTE UCRAINA. Una questione più complessa di quanto sembra

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Quando si viaggia in giro per il mondo si scoprono cose interessanti ed anche usi e costumi che potrebbero cambiare il nostro modo di vivere la vita. Viaggiando si scopre ad esempio che esistono popolazioni che non hanno la benché minima idea di cosa accada al di fuori del proprio villaggio o in generale nel mondo e questo le fa vivere sicuramente ignoranti ma molto più serene.

Quando mi capita di partire i primi pezzi che metto in valigia sono iPad, due cellulari e caricabatterie (due, uno anche di riserva non si sa mai) con la precisa scusa di non voler rimanere escluso dal mondo. Ci pensa poi la tecnologia locale a farti capire che forse avresti potuto portarti solo un costume da bagno, infradito e un bel libro (non vanno mai a male); questa ribellione tecnologica ci permette però una grande cosa: la disintossicazione dai mezzi di informazione, social network e similari nonché da donne e amici scomodi.

Se qualche volta avete provato, mi confermerete, che dopo qualche giorno senza telegiornali, notizie catastrofiche, economie a rotoli, omicidi, guerre, il nostro umore comincia a cambiare e iniziamo a ritrovare quella “leggerezza” che ci riporta agli anni della fanciullezza; come si dice tecnicamente “staccare la spina per un pò”.

Ebbene a me risulta impossibile, evito di guardare i talk show e i milioni di programmi politici presenti su ogni canale, ma poi mi butto sulle notizie dell’Ansa per capire cosa succede; questo è l’unico modo per verificare quali sono notizie vere e quali invece bufale da blog, facebook o distorsioni giornalistiche della realtà.

Come ho già scritto in precedenza infatti, qualsiasi notizia nasce da “un’agenzia” per poi essere approfondita e condita con i commenti dei giornalisti, con le loro idee e opinioni, dandoci di fatto visioni spesso differenti di come si svolgono i fatti; cosa normale direi…

Quindi per avere una visione più o meno reale delle cose non ci rimane da fare che consultare tutta la stampa e vedere 14 telegiornali al giorno, oppure tenersi la propria informazione distorta, scelta in precedenza fra quella che più si avvicinava alle nostre idee politiche.

Lo stiamo vedendo molto chiaramente in questi giorni con il problema dell’Ucraina dove l’italico popolo è diventato oltre che c.t. della Nazionale di calcio e Presidente del Consiglio, anche esperto di politica internazionale e di storia, dispensando perle di saggezza su cosa sta accadendo, su quali dovrebbero essere le posizioni da prendere, su chi ha ragione e torto piuttosto che sui possibili scenari internazionali di una prossima e imminente terza guerra mondiale.

Leggo di persone che appoggiano i ribelli, altre che chiederanno la cittadinanza russa e altre che stanno facendo incetta di provviste e stanno partendo per la casa in campagna poiché “l’Ucraina è vicina!”. Io ho deciso di sentire tutti, ho letto diverse cose ma come sempre dico “non si può esprimere un giudizio senza sentire tutte le parti in prima persona”, cosa piuttosto difficile in questo caso; mi accontenterò di un incontro fortuito, ascoltando una voce del popolo che quotidianamente mi aggiorna su cosa succede; mi piace la versione “populistica”, anche se non so a quale “disinformazione” fa capo, ma ho deciso di farmela andare bene.

Durante le mie uscite quotidiane al parco con Django (il mio amato bull terrier), incontro sempre alla stessa ora lei, la badante ucraina sessantenne che pascola Max (ma perché ai cani non danno nomi da cane?) il cane dei “padroni”; quattro chiacchiere sul tempo, convenevoli per far passare il quarto d’ora e nel frattempo racconti di vita. Scopri che la signora è da sola qui, la sua famiglia, compreso il marito giornalista, è rimasta in Ucraìna (non Ucràina) ed è in Italia da più di 10 anni; parla un ottimo italiano, conosce molti modi dire e utilizza con disinvoltura le nostre parolacce come intercalare, gioca al lotto spesso vincendo, perché lei al suo paese era “ragioniera” e “gioca con i numeri” il tutto raccontato con quel inconfondibile accento “russo” che fa capire subito che non si tratta di moldava o rumena. Impeccabile nell’abbigliamento e dai modi distinti e affabili, cortese e con quel “buongiorno signore” e “lei” che ti fa capire che l’educazione è una cosa che non si è persa in tutte le parti del mondo. Il mio essere curioso non poteva, sapendo la sua provenienza, scaturire nella domanda “ma cosa sta succedendo nel SUO Paese?”

La signora non si fa pregare e quotidianamente mi informa sui risvolti, sui fatti e su ogni dettagli che arriva fresco, fresco dalle telefonate del marito giornalista.

La prima cosa che ci tiene a sottolineare è che se da noi iniziamo adesso a sentire il bisogno di migrare per cercare fortuna, da loro sono oramai 27anni che questo succede e che il popolo Ucraìno sopravvive a malapena con stipendi da fame e situazioni disastrose; quando le dico che però è un popolo diverso, che ha una forza e una dignità diversi rispetto a quello italiano mi apostrofa con un “non creda signore è un popolo molle, che non ha saputo ribellarsi fino ad adesso, ci sono voluti più di 20 anni e ora non ha più nulla da mangiare..i politici hanno sempre promesso prima, tutti bravi a parole poi appena al potere uno peggio dell’altro” (vi ricorda qualcosa?).

Non ha paura di dire “la badante” che chiamerò per comodità Olga (terrò segreto il suo nome onde evitare improvvise estradizioni da parte di forze oscure) che il Presidente Yanukovich era un imbecille e che il suo posto lo doveva esclusivamente all’amicizia con Putin e che ora probabilmente è rifugiato a pochi passi dal Cremlino, ma che comunque, il governo temporaneo ha avuto la possibilità di sistemare le cose “così come successe in Russia quando salì Eltsin” aggiunge, tre giorni e via, tutto sarebbe stato risolto. Dopodiché approfondisco il discorso ed è lì che si scopre che le forze in campo sono molteplici: da un lato i filo-europei che Olga descrive come gli “incompetenti” che cercano aiuti in Europa ma che in realtà non danno prospettive al popolo, dall’altro i filo-russi che dopo essere stati 70 anni sotto la dominazione comunista, vedono una speranza solo da quella parte perché oggi  “lì ci sono i posti di lavoro, la Russia è una grande nazione è l’unica possibilità per il popolo ucraìno di avere un futuro” e una terza forza in campo, non meno importante, quella dei “Tatari” o indigeni del luogo che non hanno nessuna intenzione di passare ne con l’Europa, ne con la Russia ma desiderano una autonomia in nome di convenzioni passate forse non proprio tanto gradite. Non scordiamoci che stiamo parlando di un pezzo di terra molto particolare: la Crimea, oggi Ucraìna, ieri Russia, che fu regalata da Chruščёv alla RSS Ucraìnacome gesto per commemorare il 300º anniversario del Trattato di Pereyaslav tra i cosacchi ucraini e la Russia.

Senza dubbio una situazione ingarbugliata, dove come possiamo capire dai commenti di Olga, gli interessi nascono per motivi differenti ed è difficile non vivendoli in prima persona esprimere un proprio giudizio obiettivo.

Lei aggiunge che Putin sta sbagliando “non può invadere un paese che non è suo con i militari” ma è anche vero “che difende la sua gente che vive in Crimea”, però “pensiamo ai poveri Tatari che di punto in bianco non hanno più una loro terra ed altri decidono per loro a quale nazione assoggettarli”. Dei filo-europei non ne parla, li scarta a priori, sono dei perdenti, incapaci e poi vedendo “cosa succede in Italia e in Europa non capisco questa  loro voglia”…

Max e Django corrono nel prato, è ora di pranzo, mi congedo sapendo che domani avrò un pezzettino in più di storia “in diretta” non da telegiornali o da post a caso su facebook ma dalla viva voce dei protagonisti…torno a casa pieno di dubbi, come possono gli altri avere una visione lucida di quello che accade? Come possiamo esprimere una posizione su fatti che non conosciamo?

Io la mia idea me la sono fatta, ascolto  “Olga” la badante, la donna dei numeri che vince al lotto e tutti i giorni è puntuale con il suo cane e mi saluta cortesemente; mi sento un privilegiato ad avere una fonte preziosa di informazione, magari è di parte, ma non importa, le distorsioni giornalistiche le lascio alle chiacchiere da bar, fra un goal della Juventus regalato e un’ ingiustizia alla Roma, a coloro a cui non importa se il mondo va a rotoli, l’importante è che i suoi uomini in mutande vadano a rete, il resto sono argomenti da badante.

Massimiliano Russo

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