di Susanna Russo

“Oggi in prima fila per sostenere Luca Bernardo, un candidato sindaco preparato e determinato. Questa è la Milano che vogliamo. Siamo pronti a rimboccarci le maniche per vincere la sfida.” Queste le parole di Licia Ronzulli, senatrice forzista, a favore del nuovo candidato sindaco di centrodestra Luca Bernardo.

Eppure la campagna elettorale non comincia nel migliore dei modi, ed è proprio la Senatrice di Forza Italia che si ritrova al centro di una spiacevole situazione assieme ad Ignazio La Russa (FdI), durante la presentazione di Bernardo come candidato sindaco, svoltasi il 16 Luglio a Palazzo delle Stelline: i due litigano per un posto lasciato vuoto in prima fila; quel posto sarebbe dovuto essere occupato da Giorgia Meloni, ma ciò non è avvenuto, la leader di Fratelli d’Italia ha voluto così ribadire il suo dissenso per le mancate nomine in Rai. Fratelli d’Italia è infatti l’unico partito ad essere rimasto fuori dal nuovo Cda Rai e questo accadimento è stato descritto dalla Meloni come una pagina buia della democrazia.

A rincarare la dose ci pensa la senatrice Santanchè (FdI): “per noi, come dice sempre Giorgia Meloni, la coalizione è importante, solo che a volte non mi sembra importante per tutti”, e ai giornalisti che pongono delle domande in merito risponde di darsi autonomamente delle risposte. Sembra non accusare il colpo di queste tensioni il protagonista del momento, il possibile futuro sindaco, che descrive il centrodestra come solido, unito, pronto a correre e a vincere. “Giorgia Meloni è con me, come lo sono Lupi, Salvini e Berlusconi”; riporta poi le parole di sostegno rivoltegli da quest’ultimo: “se hai bisogno di un consiglio, giorno e notte, io ci sono”.

Ci pensano dunque il leader di Forza Italia e il leader della Lega a tenere alto l’umore. Salvini descrive Bernardo come una persona autorevole, competente e di provata concretezza, mentre Berlusconi predice che Milano sarà la vetrina del centrodestra e che si candida a governare il Paese. Per Bernardo la priorità è la sicurezza e non manca di far sapere che, nel momento in cui verrà eletto, si occuperà di ripensare il sistema delle piste ciclabili milanesi. Il candidato sembra infatti non avere dubbi riguardo la vittoria sua e del centrodestra, tanto che arriva a definire Beppe Sala “ex sindaco”, portandolo a replicare: “Bernardo se vuole può chiamarmi anche Ugo”.

Non sembrano comunque malriposte le speranze dell’ex medico dell’Ospedale Sacco: un ultimo sondaggio realizzato da Demopolis ha riscontrato che il vantaggio di Sala sia al momento piuttosto lieve; l’attuale sindaco detiene infatti il 43-49% delle preferenze, contro il 40-46% delle preferenze riscosse da Bernardo.

Forse è la lunga attesa vissuta da Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, prima di riuscire a trovare un degno candidato, che porta ora a tensioni, nervosismi e screzi; chissà che non possano essere proprio queste agitazioni, esuberanze e tutta questa visceralità a tener vivo il centrodestra nel corso della sua campagna elettorale. D’altra parte Oscar Wilde scrisse: “questa tensione è insopportabile, speriamo che duri”.