di Gabriele Rizza

Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, ha raggiunto tutti gli obiettivi che si era prefisso insieme ai suoi esperti di comunicazione: far parlare per giorni di sé e solo di sé. Se questi sono obiettivi che più o meno si pone ogni personaggio pubblico e politico calato, sono interessanti i mezzi con il quale raggiungere il fine, perché moderni quanto infantili, semplicistici e maleducati, eppure straordinariamente efficaci: la prima regola è portare avanti un’idea progressista con sfumature di lifestyle, e il tema gender è caro a chi produce prodotti di moda e bellezza e fa tendenze, l’ideale per Ferragnez e i loro sponsor.  La seconda regola è portare avanti un’opinione (ddl Zan) in relazione allo scontro con qualcun altro (Lega). Nel mondo progressista ogni idea, che è emancipatrice o non è – altrimenti diventa oppressione – ha bisogno di un contraltare, un cattivo che impedisce al protagonista il lieto fine, non esistono costruzione ed elaborazione, fili intrecciati di una società, esiste un mondo ad una sola e lineare direzione. La terza regola è trovare insieme al nemico anche un “contesto” avverso, un potere che faccia vittima chi esprime un’opinione, e quindi la montatura della censura RAI, con la tecnica del “taglia e cuci”, è stata dal suo punto di vista geniale. Non una novità, perché già programmi come Le Iene hanno ricorso anni addietro a questa tecnica, guarda caso per attirare lo stesso bacino di mercato di Fedez: i teenager. La novità è che il cantante e compagno di Chiara Ferragni ha utilizzato tutti questi strumenti durante il concerto del primo maggio e il servizio pubblico televisivo, laddove alla libertà di opinione si accompagna la difesa della pluralità. Ma questo a Fedez non importa, sa che al suo pubblico della RAI frega poco, il canone lo pagano i genitori dei suoi follower, il suo obiettivo era essere vittima e vittima è stato, in modo poco etico, anzi capriccioso. È come se una persona stesse a tavola con altri, mangiando tutto il loro piatto, poi quando questi protestano e la persona batte i pugni dichiarando che gli altri vogliono ledere il suo diritto a nutrirsi.

Fedez con presunzione e menefreghismo si è spinto consapevolmente oltre, nemmeno a chi davvero si potrebbe perdonare tutto, come Vasco Rossi, si è mai spinto così tanto, altra cultura e altra inventiva. Vasco, sempre al concertone, cantava velatamente e con stile contro Berlusconi: “qui c’è qualcuno che ha sbagliato mestiere, non voglio mica dire che sia il Cavaliere…”, la differenza tra artista e influencer sta tutta qui.