di Daniela Buonocore

La commissione di indagine, da una prima relazione, ha dichiarato che a determinare lo scioglimento del comune di Villaricca è stata l’infiltrazione del clan  Ferrara-Cacciapuoti.

Tale indagine ha quindi sancito il legame di dipendenza dell’amministrazione guidata dall’uscente sindaco Rosaria Punzo con la camorra. Non è la prima volta che il Comune di Villaricca viene sciolto per infiltrazioni camorristiche. Già nel 1994 infatti furono riscontrati fenomeni di condizionamento da parte della criminalità organizzata compromettendo parzialmente l’andamento amministrativo e il buon funzionamento dei servizi, nonostante l’ente Comune non abbia percepito altri provvedimenti di rigore, risulta ancora influenza da parte del clan omnis.

Pertanto ad oggi sono stati riconfermati i legami già presenti trent’anni fa mostrando così una preoccupante rete di collegamenti parentali tra soggetti appartenenti ai clan con dipendenti pubblici e amministratori.

Nel dicembre 2020 si insidia la commissione di indagine per accertare la sussistenza di tali collegamenti, diretti o indiretti e gli investigatori della prefettura evidenziano che non sembra essersi interrotta il filo che tiene uniti i protagonisti della speculazione edilizia con i membri dell’amministrazione comunale.

La presenza del clan è stata dimostrata dagli atti registrati della sanzione Distrettuale Antimafia e poi sancita anche nell’aprile del 2021 dalla Corte di Appello di quattro soggetti, di cui non si può fare il nome, dichiarati colpevoli della precipitosa ascesa dell’attuale situazione comunale.

Determinante per il processo contro il clan Ferrara-Cacciapuoti è stata la parte adoperata dai collaboratori di giustizia che hanno riferito attività, strategie e personaggi precisi. Nelle pesanti relazioni sulle posizioni e decisioni malavitose vi è un intero capitolo ben definito dedicato ai lavori pubblici. Secondo gli ispettori della prefettura infatti sono stati pochi se non addirittura nulli i controlli degli uffici comunali interessati sulle richieste di certificazioni antimafia, dove circa solo 22 su centinaia di cantieri  sarebbero stati controllati e pertanto finiti nelle mani della camorra.

Un vero e proprio monopolio con controlli di scelte, tempistiche, e commissioni. Diffuse irregolarità sono emerse inoltre anche sui servizi cimiteriali dove il Comune di Villaricca non solo non avrebbe fatto richiesta di certificazione antimafia, ma, addirittura, ad una ditta del settore funebre, pur essendo già destinataria di un’interdittiva, avrebbe concesso di ricevere una proroga.

Analogamente alla mancanza dei controlli sopraindicati, emergono dalle indagini anche irregolarità sui lavori della pubblica illuminazione, concesse ad un’unica società, per circa tre anni consecutivi, con un guadagno di oltre 1.400.000 euro.

Un sistema malato quindi, che ha intaccato anche la modalità di affidamento per i servizi di manutenzione delle reti idriche, anch’essi assegnati sempre alla stessa ditta con la quale spesso si concordavano preventivamente gli importi senza alcuna dovuta programmazione da parte dell’amministrazione.

Si parla quindi di una burrasca che pare abbia completamente travolto gli uffici comunali e l’intera economia cittadina che ora spera in una tempestiva risalita economica.