di Susanna Russo

Nasce a Firenze nel 1976, e ben presto inizia a lavorare come modella.

In seguito inizia la sua professione da conduttrice televisiva e attrice, dapprima apparendo sul grande schermo con il film Per favore non strozzate la cicogna di Luciano Crovato, in seguito ricoprendo ruoli in fiction televisive tra cui Un posto al sole, CentroVetrine, Grandi domani,  Provaci ancora prof 2.

Nell’inverno del 2005, vince la prima edizione di Ballando con le stelle, e tra il 2007 e 2008 è in scena con La febbre del sabato sera. Nel 2006 è coprotagonista nello spettacolo di Vincenzo Salemme in prima serata su Rai 1, Famiglia Salemme Show.

Dalla fine del 2017 fino a maggio 2018 è conduttrice radiofonica su Radio Incontro Donna con Attualmente diverso, programma di attualità e politica. Dal 2019 interviene come opinionista nelle trasmissioni Non è l’ArenaQuarta RepubblicaMattino Cinque, Fuori dal coro e Zona bianca. Dall’agosto 2020 scrive per il quotidiano Secolo d’Italia e la sua attività lavorativa è rivolta solo al giornalismo e alla politica.

Ha iniziato la sua carriera come modella, per poi diventare attrice e conduttrice. Negli ultimi anni i suoi interessi si sono spostati su piano politico ed è diventata opinionista e giornalista. Come è avvenuta questa evoluzione? È mai stata vittima di pregiudizi legati all’ambiente da cui proviene?

«Ho iniziato la mia carriera tv da giovanissima, un’età in cui non hai ancora chiaro cosa potresti diventare, ed io ho sempre voluto mettere in gioco le mie capacità. Un percorso che non rinnego e che mi ha dato tantissimo. Crescendo ho approfondito quella che per me è sempre stata una passione, la politica. Una passione che ho deciso di seguire lasciando alle mie spalle un percorso che sicuramente mi è servito ad essere ciò che sono oggi. Amo confrontarmi ogni giorno con ciò che accade, seguo le notizie e scrivo di politica  per il Secolo d’Italia. Un percorso bellissimo in cui ho trovato il mio centro e da cui non smetto mai di apprendere per costruire e migliorarmi. Sono spesso vittima di pregiudizi da parte di alcune persone limitate nel pensare che l’estetica e ciò che sono stata, siano un deterrente, poiché faticano a riconoscere un cervello e delle idee pensanti. La mia risposta più grande la dò ogni giorno sul campo, esprimendo liberamente ciò che sono e riportando i miei contenuti, uno non esclude l’altro. Per una donna è fondamentale l’espressione di sé a 360°, senza dover mai reprimere nulla.»

 

Ha dichiarato che la vera malattia sia determinata dal fatto che le grandi potenze non riescano ad affrontare la pandemia e restituire la libertà al popolo. Quali sono stati, a suo parere, gli errori più eclatanti nella gestione del virus?

«Credo che in questo momento sia fondamentale la campagna vaccinale per evitare la pressione sulle ospedalizzazioni e combattere il virus, ma sempre con la libertà di scelta per ogni persona. Ci vorrebbe una maggior chiarezza per gli indecisi e gli scettici, cosa che è mancata da sempre a livello informativo. Questo è un punto importante per le riaperture. Stati come la Gran Bretagna e Israele sono stati pronti e più celeri di altri su questo passaggio. La stessa Gran Bretagna ha dimostrato che ormai ci troviamo nella condizione di convivere con il virus, è importante prenderne atto con tutte le precauzioni, ma aprendo. La dimostrazione sono stati la discesa dei contagi, che inizialmente erano risaliti, e la ripresa della vita. Di errori se ne potrebbero elencare tantissimi, a partire dalla disastrosa gestione del Governo Conte, alle spese inutili per i banchi a rotelle, mascherine e Primule, volute da Arcuri, che hanno dimostrato la totale inadeguatezza a gestire l’emergenza.»

 

Qual è la sua opinione riguardo le numerose polemiche in merito al Green Pass? Perché secondo lei non si è deciso a questo punto di rendere la vaccinazione obbligatoria?

«Il Green Pass è una misura politica e non sanitaria per cercare di far vaccinare più persone possibile. Il problema è la “non verità’’, a partire da Draghi che in conferenza stampa ha dichiarato che i vaccinati non contagiano, a Speranza che ha posto l’accento sul fatto che il Green Pass sia uno strumento di libertà, quando invece pone limitazioni e il rischio che si crei una categorizzazione tra persone. Sono importanti, come dicevo, prima di tutto la chiarezza e la corretta informazione, soprattutto per gli indecisi, altrimenti è lecito che non si sentano tutelati o che abbiano dubbi. Non si è deciso di rendere la vaccinazione obbligatoria perché lo Stato si dovrebbe far carico di tutte le richieste di risarcimento per eventi avversi e probabilmente non se ne vuole prendere l’onere.»

 

Come si spiega il rave party che in nei giorni scorsi ha imperversato in provincia di Viterbo? E come valuta il modo in cui si sta provando a gestirlo?

«Il Rave Party è stata una falla clamorosa del ministro Lamorgese. Mentre arrivavano dichiarazioni dal Viminale per multe e controlli stringenti sul Ferragosto degli italiani, stavano imperversando Tir di persone da tutta Europa come se nulla fosse, che hanno portato cinque giorni di follia e devastazione in Italia. Potevano essere fermati prima e anzi, sentendo le dichiarazioni dello stesso Ministro dell’Interno, molto lascive, senza polso della situazione per così tanti giorni, è lecito nutrire concreti dubbi sul suo operato, che annovera un reiterato immobilismo anche sul fronte migratorio.»

 

A suo parere, quante e quali responsabilità del fatto che le donne afgane dovranno nuovamente vedersi negati diritti e libertà, sono da ricondurre agli occidentali?

«La questione afgana è molto complessa e non basta una risposta per fare un’analisi corretta. In questo momento bisogna tenere alta l’attenzione sulle donne e la repressione dei loro diritti, una pagina drammatica della nostra storia dove, soprattutto con la vergognosa gestione di Biden, non si è saputo attuare un piano preventivo di emergenza, ma è stato lasciato un popolo da solo e in mano al peggior nemico di tutti. Sicuramente anche l’Occidente deve riflettere su ciò che poteva essere fatto per evitare questa tragedia.»

 

Come ritiene dovranno essere gestite le ondate migratorie che seguiranno ai tragici eventi che si stanno verificando in Afghanistan?

 «Le ondate migratorie che seguiranno ai tragici eventi in Afghanistan dovranno essere gestite con attenzione da tutta Europa con un’azione sinergica, cercando di intercettare anche i possibili casi di fondamentalismo islamico, con i potenziali terroristi. Attenzione al “liberi tutti”.»

 

Quali sono i suoi progetti per il futuro? Ha mai preso in considerazione di entrare a tutti gli effetti in politica?

«I progetti per il futuro sono tanti e diversi, e si riveleranno ogni volta che si evolveranno. Continuo a seguire la strada che amo. La politica la seguo, ne parlo e la analizzo nei miei articoli. Amo la comunicazione che viene fatta in campo politico, ma lasciamo alle persone preparate e che vogliono fare questo mestiere, la politica sul campo. Io continuo il mio percorso al di fuori, con passione e determinazione, sempre.»