di Susanna Russo

Il decreto legge n. 111 del 6 agosto 2021 stabilisce che dal 1°settembre 2021 e fino al 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, tutto il personale scolastico del sistema nazionale di istruzione e universitario, nonché gli studenti universitari, devono possedere e sono tenuti a esibire la certificazione verde COVID-19 (Green pass). Anche questo decreto sta alla base delle dichiarazioni rilasciate a Repubblica dal Segretario Generale della CGIL, Maurizio Landini, nel corso dell’intervista rilasciata in data 9 Agosto. Le parole di Landini hanno dato vita a non poche polemiche, che si aggiungono ai tumultuosi dibattiti e alle svariate prese di posizione che, da quando si è iniziato a parlare di Green Pass Italiano, non hanno fatto che intensificarsi. Tra una risposta e l’altra il Segretario Generale, in merito alla questione tamponi, unica alternativa all’esibizione del Green Pass, dichiara: “si lavora per essere retribuiti, non si deve pagare per lavorare. Stiamo passando da una fase in cui chi lavorava, esponendosi anche al contagio, veniva considerato un eroe, ad un’altra in cui si rischia di essere sanzionati perché si vuole lavorare”.                                          Queste parole non sono passate inosservate al giornalista Pietro Senaldi, che ha sentenziato che “i Sindacati sono fermi alla rivoluzione industriale”, aggiungendo che “le logiche sindacali sono ancora schiacciate dalla contrapposizione tra dipendente schiavizzato e padrone approfittatore”.  Anche l’Huffington Post si dedica alla questione, e pubblica la lettera di una lavoratrice che ha come destinatario proprio Landini: “io vaccinata non intendono correre rischi inutili sul mio posto di lavoro, anche perché non si tratta di un ristorante, in cui posso scegliere di alzarmi e andare via”.  Proprio per questo il Segretario Generale, nella giornata di oggi, 13 Agosto, ha deciso di replicare, sempre attraverso le pagine di Repubblica: “se il Governo ritiene che il vaccino debba essere obbligatorio per tutti proponga subito al Parlamento una legge”. Landini chiede che la CGIL venga coinvolta prima che siano prese decisioni e non informata a cose fatte; alla base di questo complesso e districato dibattito vi è quindi il disaccordo tra Sindacato e Governo, che fa sì che si viva, ancora una volta, in un clima di incertezza e precarietà. Possiamo allora dire che se un anno fa, chi ogni giorno si esponeva ad un rischio per andare a guadagnarsi da vivere, era considerato un eroe, oggi eroe è chi capisce come districarsi tra dibattiti, decreti, doveri e diritti e riesce a non cadere nello slalom quotidiano di confusioni ed incomprensioni generate dai “piani alti”.