di Abbatino
Il caldo luglio italiano lascia tanti strascichi polemici che spesso la politica stessa non sa districare. Un marasma di norme, decreti, regole che il green pass completa e regola. Difficile per l’uomo della strada capire come muoversi; è certo che i tempi sono duri per chi va all’estero e resta imbrigliato nella burocrazia altrui, magari una vacanza in Italia è meno “rischiosa” da quel punto di vista rispetto alla Grecia,  Spagna o Malta. È certo però che il tema diventa da scientifico a politico e va ad investire la sfera personale di alcune libertà fondamentali che la costituzione difende. La libertà è per la carta costituzione un valore positivo, ma se qualcuno non si adegua al green pass, che non ha rango di norma costituzionale, è un illecito oppure è ammesso? La domanda è semplice, ma difficile da dare è la risposta quando le sensibilità personali sono diverse e anche la comunità scientifica si divide sul tema. È certo che entrerà in vigore un green pass all’italiana, non secondo altri modelli stranieri, così come anche tanti decreti o meglio conosciuti DPCM non erano perfettamente in linea con la carta fondamentale della repubblica. È chiaro che questo malcontento popolare, al pari della pandemia, rischia di esasperare gli animi già esasperati degli italiani; stufi di prescrizioni e divieti, dei bollettini medici quotidiani, della pandemia. Il momento è difficile e la voglia di risveglio dei sensi d’estate è tanta. Green pass o no, l’estate ha le sue regole.