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lunedì, 22 Aprile, 2024

GLI ALLEATI DI CONTE E DEL M5S: SPREAD, COVID E CE LO CHIEDE L’EUROPA

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di Gabriele Rizza

La caccia al tesoro del premier Conte, di Luigi Di Maio e dei capi del PD, Nicola Zingaretti e Dario Franceschini, prevede la pesca di deputati all’interno del gruppo misto disponibili a dare il voto di fiducia al governo, in barba al miglior pokerista del Parlamento, Matteo Renzi. La partita decisiva si giocherà a Palazzo Madama, sede del Senato, dove la maggioranza deve raggiungere almeno la fiducia di 161 senatori.

La caccia al tesoro non sarà facile, non solo per sopravvivere, ma anche per un proseguo sostenibile, duraturo e legittimo agli occhi degli italiani. Il destino è beffardo, i principali giocatori di questa partitissima da Prima Repubblica sono i Cinque Stelle, proprio coloro che ci hanno portato nella Terza Repubblica. Il “partito” pentastellato è quello che rischia di più qualora la strategia di Renzi di porre fine al Conte bis senza un Conte ter diventasse realtà: se si formasse un nuovo governo, pur essendo primi per numero in entrambe le camere, i grillini perderebbero forza, cariche e potere contrattuale nel successivo governo dal carattere più istituzionale che politico, senza considerare la trasformazione in avvoltoi dei piccoli gruppi e dei piccoli partiti. Se invece si andasse alle elezioni, i Cinque Stelle potranno solo sognare di raggiungere di nuovo il 32% e dovranno vedersela anche l’incognita delle scelte di Giuseppe Conte: ritirarsi, continuare con chi lo ha portato così in alto o correre con un proprio partito.

L’unico asso nella manica vincente nelle mani di Conte e dei grillini resta la caccia a deputati disponibili e disinibiti, gli ex espulsi dal gruppo parlamentare pentastellati, sperando anche che qualcuno di Italia Viva possa restare ammaliato dalle sirene del PD, del resto è la casa madre dei renziani. Gli argomenti per convincere sono anche rilevanti: pericolo elezioni e perdita della poltrona a causa dell’applicazione del taglio dei parlamentari dalla prossima legislatura, il classico e sempre verde “Ce lo chiede l’Europa”, lo spread che sale, la terza ondata in arrivo con le terapie intensive piene e i ricoveri ordinari schizzati alle stelle. Per sopravvivere a volte è necessario proporre uno scenario peggiore. L’Italia politica va avanti con la paura del pericolo più che con la speranza.

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