di Susanna Russo

Fin dall’adolescenza ha coltivato la sua passione per la politica anche come membro del Fronte della Gioventù, e fin dagli albori di Fratelli d’Italia si è schierato al fianco di Giorgia Meloni.
Attualmente è Assessore al Governo e pianificazione del territorio, Edilizia privata, Piani di miglioramento agricolo e Sport del Comune di Grosseto.
In passato è stato capogruppo nel Consiglio Comunale di Grosseto, che nel 2016 l’ha visto come candidato più votato alle amministrative e portavoce provinciale, oggi è coordinatore della Toscana per Fratelli d’Italia.

Giusto in questi giorni Salvini e Berlusconi si sono incontrati a Villa Certosa per continuare il progetto di una federazione, di realizzazione ormai prossima; come valuta questa situazione? FdI rischia di assumere un ruolo di secondo piano?

«Non siamo interessati al progetto di partito unico, già fallimentare 10 anni fa. Fratelli d’Italia, lo testimoniano i continui successi elettorali, è centrale nel centro destra, ciò non vuol dire che siamo un partito di centro come pare voglia diventare questa federazione.»

Nel frattempo il vostro partito continua a crescere. Come ha fatto Giorgia Meloni, contando solo sulle sue forze, ad avere tanto successo tra gli italiani?

«Giorgia Meloni è il nostro leader, che ha radici profonde nel territorio. Noi siamo il partito degli italiani radicato sul territorio e lei incarna pienamente questo spirito combattivo, coerente e appassionato come tutta la classe dirigente che ogni giorno lotta nel proprio territorio.»

Che significato ha per lei essere divenuto coordinatore regionale per Fratelli d’Italia?

«Grande orgoglio e grande responsabilità: non mi aspettavo questo incarico così prestigioso che ho accettato senza esitare, poiché in questa fase è necessario costruire un partito più forte e pronto alle sfide di governo dei territori. Io vengo da questa storia: la storia di coloro che hanno trasformato la buona opposizione nel suo comune in buon governo del territorio.»

Si è da poco concluso il Rave Party in provincia di Viterbo, che ha fatto molto discutere. Come pensa sia possibile che sia stata permessa una manifestazione del genere in tempi di pandemia e restrizioni? Come ritiene si sarebbe dovuta gestire la situazione?

«Il fallimento dello Stato e delle sue regole. Deboli con i forti, forti con i deboli. Non è questo ciò che devono fare lo Stato e le istituzioni. Una sconfitta dello stato di diritto. Andavano impediti assembramenti, come in ogni parte d’Italia, andavano impediti l’uso di droghe e lo sballo devastante di un territorio. Il Ministro avrebbe dovuto dimettersi.»

In questi giorni, a seguito dei tragici accadimenti che si stanno verificando In Afghanistan, non si può far altro che discutere della gestione dei profughi che stanno raggiungendo e raggiungeranno l’Italia. Come ritiene debba essere gestita questa situazione?

«I veri profughi vanno accolti, immigrati clandestini respinti. In Afghanistan c’è una guerra, in altre parti del mondo no, ma si tenta illegalmente di arrivare in Italia. Da sempre siamo per il blocco navale, ma anche per l’accoglienza dei veri profughi. Non abbiamo cambiato opinione.»

Un bilancio dell’amministrazione appena conclusa? Quali sono le vostre priorità per la prossima e i suoi pronostici per le prossime elezioni del Comune di Grosseto?

«La città è uscita dall’anonimato e fatto grandi passi in avanti dopo 10 anni di grigiore. Il bilancio è più che positivo, la città è rinata. Sono felice del lavoro svolto, ma servono altri cinque anni per completarlo. Fratelli d’Italia ha dimostrato che la destra di governo funziona.»