di Susanna Russo

“Sarebbe un’occasione utile per l’immagine e il marketing territoriale, anche perché Milano è capitale televisiva più che cinematografica”; queste erano le parole del consigliere comunale Sollazzo (Gruppo Misto), dopo la vittoria dei Måneskin all’Eurovision 2021, in merito al fatto che il capoluogo lombardo potesse ospitare la prossima edizione.
Se n’è parlato a lungo in sede di Consiglio Comunale, e da subito la minoranza ha espresso la speranza che Sala non si facesse scappare quest’occasione.
Adesso Milano è tra le cinque città finaliste in lizza per ospitare la manifestazione musicale più importante d’Europa, insieme a Torino, Bologna, Rimini e Pesaro.
Non è stata altrettanto fortunata Virginia Raggi, che a Maggio scriveva: “quella dei Måneskin è stata una vittoria fantastica, Roma è orgogliosa dei suoi ragazzi! L’anno prossimo l’Italia ospiterà l’Eurovision Song Contest 2022 e Roma è il palcoscenico perfetto per rilanciare la sfida”. Molto azzeccato in questo caso il detto “non vendere la pelle dell’orso prima di averlo cacciato”, perché questa battuta di caccia è fallita miseramente; Roma non è infatti risultata idonea ad ospitare la manifestazione.
Sono molte le caratteristiche necessarie perché una città venga selezionata, tra cui la presenza di un aeroporto internazionale non lontano dalla città più di 90 minuti, un preciso numero di alberghi e camere nelle vicinanze dell’evento, e la disponibilità della location a partire già da alcune settimane prima della manifestazione, e altre due a seguire.
L’assessore alla cultura di Milano, Del Corno, si è da subito attivato per cercare di aggiudicarsi il ruolo di città ospite, e anche Maran e Majorino non hanno mancato di esternare il loro entusiasmo nella speranza che Milano potesse assumere ancora una volta un ruolo centrale.
Anche il Commissario della Lega per Milano, Stefano Bolognini, a Maggio scorso, aveva con forza sostenuto la candidatura milanese, e dichiarò che l’Eurovision non avrebbe potuto che trarre benefici dall’essere realizzato nel capoluogo lombardo.
Nel frattempo, ancora prima di aver trovato la città adatta, si vocifera sui nomi dei possibili presentatori, due su tutti: Alessandro Cattelan e Chiara Ferragni.
Rimane il fatto che ancora una volta, dietro ad un grande evento musicale, vi sia un ancora più grande fatto politico, che in un attimo potrebbe diventare oggetto di campagna elettorale, ed in parte dimostrazione di una buona o cattiva amministrazione . A breve il verdetto, se l’amministrazione Sala è stata all’altezza delle aspettative lo si scoprirà ad Ottobre, quando vi saranno le elezioni e quando si saprà quale città italiana ospiterà l’edizione 2022 dell’Eurovision Song Contest.