di Angelo Portale

Questa domenica è la Solennità di Cristo re dell’universo. Da essa possiamo dedurre diverse premesse, punti fondamentali per la nostra fede.
Se Cristo è re dell’universo allora è lui che lo governa. Lo governa con criteri senz’altro diversi rispetto a quelli che siamo abituati a vedere nei potenti. Lo governa servendolo e non servendosi di esso. Si fa strumento egli stesso e non strumentalizza gli altri. Non cerca i suoi interessi ma quelli di noi umani e ci rimette la vita.
Non lo governa con la potenza. Non lo governa attirando l’attenzione. Non lo governa estirpando subito la zizzania. Non lo governa come un super eroe. Governa dalla croce ed usa un linguaggio che solo i piccoli e gli umili sanno interpretare. Governa con l’amore, ha dato un senso alla sofferenza, ha vinto la morte.
Cristo è re dell’universo, principio e fine di tutto, ragione di ogni speranza, fondamento di ogni certezza, significato ultimo di ogni significato nascosto dell’universo, che sia di gioia o di dolore
Il mistero più profondo dell’esistenza umana, di ogni suo evento, va quindi cercato negli eventi fondamentali della vita di Cristo: incarnazione, crescita in famiglia e obbedienza ai genitori, missione, rifiuto, passione e sofferenza, condanna ingiusta, morte, risurrezione. Questi stessi eventi si sono realizzati, si realizzano e si realizzeranno in ciascuno di noi. Non c’è, quindi, vera umanità, né vera santità, senza una totale incarnazione nella vita concreta e nel quotidiano. Non c’è vera crescita se non in una famiglia. Il re dell’universo è nato in una famiglia, è cresciuto in essa, ha obbedito ai suoi genitori ed oggi, molti sapientoni, pensano che si possa fare a meno della famiglia! Cristo ha scoperto, accettato e vissuto fino in fondo la sua missione. Ne vale della nostra profonda realizzazione umana, deve accadere anche nella nostra vita: scoprire la nostra missione e viverla fino in fondo. Cristo è stato rifiutato. Accadrà anche a noi: non possiamo piacere a tutti. Anzi, quanto più siamo allineati ai nostri valori, quando più siamo veritieri e sinceri, tanto più non saremo ben accetti da tutti. Infine, la vita stessa, per spogliarci ed essenzializzarci, al fine di diventare pienamente noi stessi e farci perdere tutte le sovrastrutture e gli inutili orpelli, ci prepara tramite la sofferenza, la malattia, la vecchiaia (per chi la vivrà), alla morte. Questo dato non va preso con tristezza ma con profonda gioia! La vita ha lo scopo di farci piccoli, per divinizzarci tramite la grazia, quindi meno male che ciò accade! È la vita stessa il nemico numero uno del nostro io egoico e narcisista. È essa la nostra migliore alleata per crescere veramente!
Questa Solennità, di Cristo Re dell’universo, ci invita anche ad avere uno “sguardo teologico” sulla storia, su quella universale e su quella personale. Ci invita a cogliere il fine ultimo di essa, a cercare il vero senso del perché nell’universo esiste l’uomo: Dio ci ha creati per divinizzarci, portarci dentro la Trinità, farci godere eternamente della Sua presenza.
Cristo è re dell’universo. Se noi crediamo a questa verità possiamo trovare le ragioni per non abbatterci di fronte al male. Possiamo trovare le ragioni per non disperare neanche di fronte alla morte. Possiamo trovare le ragioni necessarie per andare avanti con forza, coraggio, fiducia; le ragioni per lottare ed impegnarci; le più vere ragioni per gioire e sono le seguenti:

siamo amati da Dio,
possiamo amarlo anche noi,
possiamo amare noi stessi in modo sano come Egli ci ha insegnato,
possiamo amare gli altri in modo sano come Egli ci ha insegnato.

Tra tutte le ragioni personali e universali che possiamo scegliere, non sono esistite, non esistono, non esisteranno, ragioni più radicali, incrollabili, complete, di quelle che ci ha mostrato Cristo. Egli è la totalità di tutto ciò di cui abbiamo bisogno!