di Daniela Buonocore

Quello dell’inquinamento è un problema grave, legato sia al tema del riscaldamento globale, che ai gravi danni che riporta alla salute.
L’ONA, (Osservatorio Nazionale Amianto), attraverso la voce del presidente avvocato Ezio Bonanni, mette in prima linea la difesa dell’ambiente, dalla presenza dell’amianto e da altre sostanze cancerogene che provocano l’inquinamento, attraverso le polveri sottili che vengono inalate e poi assorbite dal corpo umano. L’Oms lancia l’allarme agghiacciante sulla pericolosità letale della crisi climatica, vista come la più grande minaccia sanitaria dell’umanità. Infatti, stando alle indagini riportate dall’OMS, ogni minuto 13 persone sono vittime dell’inquinamento atmosferico. Ictus, malattie cardiache e tumori ai polmoni  sono le conseguenze di tale problematica che produce, ogni anno, oltre 13 milioni di decessi nel mondo, tutti dovuti a cause ambientali che potrebbero essere facilmente evitabili con un po’ più di attenzione. Risultati spaventosi che arrivano a pochi giorni di distanza dal 7 Aprile, Giornata Mondiale della  Salute (World Health Day), per ricordare l’avvenuta fondazione della Organizzazione Mondiale della Sanità, nata proprio il 7 aprile del 1948.
Nel 2022, a cavallo della pandemia, il tema scelto fu: “Il nostro pianeta, la nostra salute”, proprio perché salute e ambiente sono due concetti che non possono essere separati. L’Oms ha rilevato che 9 persone su 10 respirano aria inquinata, 2 miliardi di esseri umani non dispongono di acqua potabile sicura, e 3,6 miliardi di persone non hanno servizi igienici sicuri da utilizzare. Inoltre, con l’aumento delle temperature e quindi, di conseguenza, delle inondazioni causate da cambiamenti climatici, altri 2 miliardi di persone saranno a rischio di infezioni da dengue. È stato osservato che, ogni anno, 2,6 milioni di persone muoiono per malattie cardiovascolari, 1,5 per infezioni respiratorie e 1,4 per cancro. A questi va aggiunto il 40 % di decessi per malaria e il 94% per malattie diarroiche. Grande è il lavoro svolto in questi ultimi decenni, durante i quali abbiamo assistito ad un aumento preoccupante dell’inquinamento atmosferico, ma questo ha fatto sì che aumentasse la consapevolezza della pericolosità di tali agenti fisici rilasciati nell’atmosfera terrestre, tanto da cercare di diminuire le emissioni con particolare attenzione al CO2, ma il lavoro da fare è ancora tanto. Sul sito dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, è riportato che: “l’acidificazione è stata ridotta sostanzialmente tra il 1990 e il 2010 nelle zone ecosistemiche sensibili dell’Europa”. In Italia, ad esempio, nel 2018, in ben 55 capoluoghi della provincia italiana, sono stati superati i limiti giornalieri previsti per le polveri sottili o per l’ozono.
Bisognerà quindi attivare, quanto prima, una politica ecologicamente sostenibile e pulita, al fine di evitare che l’inquinamento atmosferico porti a dati ancora peggiori di quelli attualmente registrati.