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giovedì, 16 Maggio, 2024

Covid: vaccini e reazioni avverse

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L’Aifa ha reso noto il quattordicesimo rapporto di farmacovigilanza sui vaccini anti COVID-19, dal quale si evince che, dal 27 dicembre 2020 al 26 dicembre 2022, in Italia, ci sono state 140.595 reazioni avverse al vaccino. 

Durante l’arco di tempo indicato, le somministrazioni sono state 144.354.770, di cui 140.595 hanno portato reazioni avverse: l’81,3% non sono gravi, riguardano infatti manifestazioni di febbre o stanchezza, mentre il 18,7% sono più gravi.
Nel nostro Paese, inoltre, sono 971 le vittime decedute poco dopo la somministrazione del vaccino.

Tra le varie tipologie di vaccini, quello con più controindicazioni, è risultato essere lo Pfizeral secondo posto il Moderna, seguito da l’Astrazeneca, Janssen e, per ultimo, il Novavax. 

Va tenuto conto anche del fatto che non tutte le persone che hanno subito effetti collaterali hanno segnalato la problematica riscontrata, e che, le percentuali riportate dall’Aifa, trascurano le numerose testimonianze di chi, ancora oggi, porta avanti la propria lotta per dimostrare che particolari deficit, anche gravi, sono solo frutto della somministrazione dei vaccini. 

In diverse circostanze, gli effetti collaterali non si sono verificati nell’immediato; l’80% dei vaccinati testimonia di essersi indebolito e di aver contratto forme di allergie e di rush cutanei, o di inappetenza e problemi respiratori, affaticamento ai reni e problemi circolatori anche gravi, che compromettono la funzionalità del battito cardiaco. Il 40% delle persone, invece, sostiene che a seguito del vaccino, ha visto degenerare le proprie funzionalità percettive, con cali di attenzione e buchi di memoria. Il 30% sostiene che, a seguito dei vaccini anti COVID-19, seppur in maniera graduale, ha raggiunto uno stato di immobilità assoluta, non riuscendo più a compiere gesti quotidiani, come alzarsi da solo dal letto o camminare per più di 10 minuti continuativi.

Che il covid abbia arrecato danni psicologici e fisici alla popolazione e causato un numero smisurato di morti già solo in Italia, è un dato di fatto ampiamente dimostrato,  resta ora da capire se i danni maggiori sono stati prodotti dalla malattia o dall’antidoto. 

di Daniela Buonocore 

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