di Susanna Russo

Durante il Consiglio Comunale di martedì 20 Luglio si discute molto riguardo alcune dichiarazioni rilasciate dal sindaco Sala, che ha chiarito come per lui Milano non sia assolutamente equiparabile a Gotham City e che non vi siano gravi problemi di sicurezza come invece si vuol far credere. Il consigliere Mascaretti (FdI) concorda sul fatto che Milano non sia Gotham City, ma riconosce che di problemi di sicurezza ve ne siano in grande quantità. “Chi lavora in uffici belli e sicuri, come la Giunta, ha una percezione diversa di chi vive nelle periferie e nelle case popolari, di chi è ostaggio di spacciatori e malviventi”, così argomenta le sue preoccupazioni il Consigliere di Fratelli d’Italia. Mascaretti riporta alla memoria ancora una volta le situazioni di degrado a cui si assiste in Darsena, Colonne e in Via Gola, tutti luoghi di spaccio.

Il Consigliere suggerisce all’Amministrazione, che “finge di non accorgersi di quanto stia accadendo”, di leggere la classifica riportata sul Corriere della Sera, che vede Milano come la città con il maggior indice di criminalità. “Pensate alle donne che dopo una giornata di lavoro devono tornare a casa a tarda sera, magari prendendo autobus come la 90 o la 91”, dice Mascaretti, e conclude sostenendo che la città sia diventata pericolosa per le politiche non attuate dall’attuale Amministrazione.

Il consigliere Amicone (FI) parla invece di una Sinistra che non c’è più, riferendosi in particolar modo alle parole del “compagno Capanna” in merito al Ddl Zan. Il Consigliere di Forza Italia si spiega: “l’intervista a Giorgia Meloni andata in onda al Tg2 ieri sera, mostra la leader di Fratelli d’Italia meno severa di Capanna, il quale considera il Ddl Zan come un disegno di legge da cassare in quanto, a suo parere, i crimini elencati sono già perseguiti dalla legge; secondo Amicone qualcosa non torna.

La consigliera Tosoni (PD) torna a parlare delle della drammatica situazione riguardante i medici di base a Milano: “mancano i servizi sanitari territoriali”. La Consigliera del PD interroga Regione Lombardia su cosa si intenda fare per “la grande carenza di servizi sanitari nei quartieri”.

È il turno del consigliere Rizzo, che esprime la  volontà di essere messo al corrente in merito a tutto ciò che riguardi i progetti di cui la città di Milano fa parte, in modo che non ci si debba basare solo su dichiarazioni lette sui giornali. Per Rizzo si tratta di un fatto di trasparenza; “perché questo documento non ci viene consegnato?!”, si chiede, ipotizzando poi che si vogliano rimandare certe decisioni e conseguenti dichiarazioni, riguardanti lo Stadio di San Siro, a dopo le elezioni.

La consigliera D’Amico (PD) principia con una frase che è ormai diventata una formula frequente nel corso dei consigli comunali: “non sarei intervenuta, se non fosse per quello che ho sentito!”. La Consigliera si sente in dovere di fare delle precisazioni dopo l’intervento di Mascaretti: “non capisco se il Consigliere sia semplicemente in campagna elettorale, o se non si renda conto della reale condizione delle case popolari.

La consigliera del PD spiega che, per quanto riguarda le palazzine presiedute da MM, vi è stata un’importante riduzione del fenomeno dell’abusivismo, riduzione che, a suo dire, non riguarda le palazzine gestite invece da Aler. D’amico conclude sostenendo che lo stesso Angelo Sala, presidente di Aler, abbia ammesso che non si sappia il numero effettivo degli abusivi.

Prende poi la parola il consigliere Forte, che sostiene come, con le Amministrazioni di centrodestra, si fosse arrivati ad un’ evoluzione del servizio sanitario, e come la crisi pandemica abbia comportato una totale inversione di marcia. “In tempo di elezioni ci si è scordato di questa opportunità, si è persa un’occasione nell’unico tentativo di screditare Regione Lombardia. Secondo Forte, infatti, Ci si è completamente scordati della necessità del servizio domiciliare sanitario”

Anche Marcora (FdI), come Amicone, parla di una Sinistra che ormai poco aderisce a sè stessa. Il Consigliere di Forza Italia ci tiene a menzionare le insurrezioni del popolo cubano contro la dittatura, e ritiene che un fatto di tale importanza non possa essere ignorato in un Consiglio così importante. “Ormai quella di andare in giro col pugno chiuso è una moda e ci si scorda di come questo sia un segno estremo”; Marcora ritiene che certi gesti e certe azioni siano alla base di una politica non buona per la nostra città.

Il consigliere De Pasquale (FI)  risponde alle polemiche riguardanti il fatto che il leader del suo partito, nel corso della sua lunga carriera politica, non abbia mai fatto visita alle periferie della città: “esistono foto che ritraggono Berlusconi nelle periferie”; restando su questo argomento parla del “piano quartieri” e si chiede cosa realmente si sia riuscito a realizzare attraverso questo progetto. “Nessuno poteva pensare che delle Amministrazioni di sinistra si dimenticassero in maniera così importante della vita in periferia”, dichiara con sdegno il consigliere di Forza Italia. De Pasquale conclude il suo intervento rispondendo alla consigliera Tosoni, spiegando che il numero dei medici di base dipende dal piano nazionale ed è un problema che riguarda tutta l’Italia.

Conclusa la parte dedicata agli Articolo 21 i Lavori continuano con la discussione delle delibere. La prima è presentata dall’assessore Limonta, riguarda l’edilizia scolastica e un nuovo progetto di edilizia per la linea metropolitana. L’Assessore spiega che questo nuovo piano prevede interventi sempre più efficaci sui 550 istituti scolastici appartenenti al Comune e il passaggio da un approccio emergenziale ad un’organizzazione programmata; ciò che fa ben sperare l’assessore Limonta sono i due anni di sperimentazione quotidiana del piano che adesso si vorrebbe attuare. Il primo a replicare è il consigliere De Corato (FdI): “tutti i cambiamenti che volete apportare smonterebbero ciò che avete fatto negli ultimi 10 anni. Ci raccontate, a due mesi dalle elezioni, che tutto ciò che avete fatto nei 10 anni precedenti è sbagliato”.

Sono molti i Consiglieri che intervengono poi su questa delibera e la discussione si dilunga. A dire la sua vi è anche il consigliere Bastoni (Lega), che ritiene che questa delibera sia tardiva: “per la sua importanza andava discussa in Aula molto prima. Vi è poco rispetto nei confronti dell’attuale e della prossima Consigliatura”. Altri consiglieri paragonano questa delibera ad una frettolosa toppa applicata all’ultimo, la cui applicazione avrà invece una durata di ben 25 anni. Nonostante le diverse polemiche, alla fine questa delibera viene approvata. Si prosegue poi con le restanti delibere.