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lunedì, 27 Maggio, 2024

CONSIGLIO COMUNALE DI MILANO (LUNEDÌ 14 GIUGNO): TRA UNA SOSPENSIONE E L’ALTRA, ANCORA MOVIDA SELVAGGIA E RINNOVATA INCAPACITÀ DI GESTIRLA

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di Susanna Russo

Breve e frammentato il Consiglio Comunale di lunedì 15 Giugno. Si apre con un minuto di silenzio dedicato a Franco Calamida, figlio del partigiano Leonida, figura storica della Sinistra non solo milanese, come lo racconta il presiedente Bertolè, che aggiunge: “molti di voi lo hanno conosciuto, quest’Aula è stata anche la sua Aula. Oltre ad essere stato Consigliere Comunale si è prodigato nella difesa dei lavoratori e ha dato la sua solidarietà alle lotte operaie.” Bertolè ricorda che Calamida ha portati avanti le sue idee con Avanguardia Operaia, Democrazia Proletaria, e il Quotidiano dei lavoratori e che, in anni in cui non era assolutamente scontato farlo, si è battuto per la difesa dell’ambiente e della legalità.

Già dopo questo primo momento iniziano i problemi tecnici che caratterizzeranno il resto del Consiglio.

Il Presidente parla di “salti di corrente” a Palazzo Marino che non consentono la trasmissione in diretta dei Lavori e precisa che le sedute debbano essere obbligatoriamente pubbliche, per questo motivo è costretto a sospendere il Consiglio.

La seduta riprende, con la discussione degli Articolo 21, alle 17:10, più di un’ora dopo. Il primo ad intervenire è il consigliere De Corato (FdI), che dopo essere stato invitato dal Presidente ad indossare la mascherina, ribadisce l’ingresso della Lombardia in zona bianca, e si augura che dalla settimana successiva tutti e 48 i consiglieri presenzieranno in Aula; “dovrò altrimenti procedere con altre valutazioni” sentenzia con tono minaccioso il Consigliere di FdI. Ci pensa Bertolè a rassicurare De Corato, sostenendo che tutti i capigruppo siano della stessa opinione. Il Consigliere riporta poi alcune richieste presentate dalle organizzazioni sindacali all’Amministrazione, ponendo l’attenzione soprattutto sul progetto “Notti Sicure”, per cui erano stati previsti 436 membri delle forze dell’ordine per le strade di Milano. A detta di De Corato gli uomini impiegati in quest’operazione sono solo un centinaio, e si chiede come mai, dal momento che non si riesce a controllare la movida, non vengano ridestinati all’ordine delle strade donne e uomini già previsti per questo progetto, piuttosto che essere lasciati in caserma. “Se poi succede qualcosa la responsabilità è di chi non ha fatto niente”, conclude severamente De Corato. Il Consigliere non fa in tempo a finire che già il presedente Bertolè è costretto a sospendere nuovamente la seduta. L’interruzione questa volta è molto breve, ma, una volta ripresi i Lavori, molto breve è anche l’intervento del consigliere De Chirico (FI), interrotto più volte dai soliti problemi di connessione.

Il consigliere di Forza Italia principia così: “ogni weekend si ripropone il tema della movida selvaggia”; prosegue poi raccontando che già un anno fa aveva ricevuto lamentele riguardo la delinquenza notturna che si verifica a Bicocca, nella piazza del nuovo Ateneo, dove le forze dell’ordine non possono intervenire poiché si tratta di una piazza privata. De Chirico precisa che, nonostante la vicesindaco Scavuzzo avesse dichiarato che il Comune avrebbe provveduto, nulla sia stato fatto in merito. Il Consigliere ribadisce poi quanti e quali siano i luoghi milanesi dove la movida si trasforma in situazioni di degrado e violenza.

De Chirico è costretto ad interrompersi, Bertolè lo avvisa infatti che i Consiglieri presenti in Aula, a differenza di quelli che seguono la seduta da casa, non possono sentirlo. Nei toni del Presidente si inizia a percepire una certa rassegnazione, mentre prova a proporre che ognuno si sposti nel proprio ufficio e che la seduta continui da remoto per tutti.

A questo punto De Chirico, viste le numerose difficoltà ed interruzioni propone di interrompere definitivamente, e dopo altri 15 minuti di pausa, questa è la decisione comunicata da Bertolè, il quale, non senza un certo imbarazzo, ringrazia cittadini e consiglieri per i pochi minuti di seduta effettivamente svolti. Alle 17.45, almeno un paio d’ore prima rispetto alle consuetudini, il consiglio comunale è concluso.

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