di Susanna Russo

Il Consiglio Comunale di giovedì 22 Luglio è uno dei pochi Consigli che quest’anno si sono svolti in presenza.

Si inizia direttamente con la discussione delle delibere, e il presidente Bertolè invita al voto di alcuni verbali risalenti a diversi mesi prima. A questo punto interviene subito la consigliera Sardone (Lega) sull’ordine dei lavori: “faccio fatica a ricordarmi cosa abbiamo trattato ieri, figuriamoci un anno e mezzo fa”. La Consigliera della Lega ritiene che sia strano approvare un verbale un anno e mezzo dopo, e che sarebbe necessario stare nei tempi per il rispetto dell’Aula. Dopo l’intervento di Sardone, il Presidente è costretto ad intervenire per invitare i colleghi al silenzio, a sedersi o a uscire dall’aula, a detta sua infatti, sono altri gli spazi dedicati al confronto.

È il turno dell’assessore Cocco, che espone la delibera riguardante i servizi funebri e cimiteriali in seguito alle modifiche attuate a livello regionale e nazionale; alcune di queste modifiche riguardano il cambiamento dei requisiti di ammissione nei vari cimiteri, i criteri per stabilire le tariffe, e i criteri per aver concessa la gratuità sul servizio funebre. A questo punto ha luogo una lunga discussione su tali parametri, in particolar

modo sull’ISEE: il consigliere Giungi (PD) propone che si proceda con autocertificazioni e, mentre l’assessore Cocco comprende il suggerimento, ma ritiene impossibile che a livello tecnico la Giunta possa dare un parere positivo su questo caso specifico, il consigliere Baldassarre (FI) ritiene invece che in questo caso non si possa assolutamente autocertificare l’ISEE, perché vi sono troppe variazioni da un anno all’altro.

Nuovamente con tono perentorio, ma allo stesso tempo anche ironico, interviene la consigliera Sardone: “Assessore, lei deve venire un po’ di più in Consiglio Comunale, è una donna che stimo, ne faccio quindi una questione di rispetto”. La Consigliera dichiara poi di voler parlare senza sentire in sottofondo il chiacchiericcio dei colleghi. Secondo Sardone basarsi ancora una volta sull’ISEE non è assolutamente una soluzione efficace: “moltissimi ISEE sono farlocchi. Che il Comune si rimbocchi le maniche per dare risorse a chi ne ha davvero bisogno, con strumenti efficaci, trovando soluzioni che non vadano incontro esclusivamente ai furbi”. La Consigliera della Lega approfitta della discussione per ricordare ancora una volta che gli stranieri hanno più sostegni dei cittadini italiani. Alla fine di questa discussione l’Aula approva la delibera.

La delibera successiva è presentata dall’assessore Maran, ed è a sostegno delle attività presenti in zona Darsena. “La Darsena ha un regime specifico perché è un’area demaniale portuale, e quindi non ha ricevuto sostegni per le occupazioni di suolo pubblico; si sono così verificate delle disparità di trattamento rispetto alle altre attività commerciali”. Per questo motivo la Giunta ha previsto dei sostegni dedicati alle attività presenti in tale zona.

In questo caso tutti i Consiglieri sono d’accordo con la delibera, soprattutto quelli della minoranza, tra cui Abbiati (Lega) e Mascaretti (FdI), che da tempo aspettavano questi provvedimenti; a detta dei due Consiglieri, questi provvedimenti arrivano anche troppo tardi: “la Giunta anche in questo caso arriva in ritardo, si dimenticano sempre dei pezzi, ci sono altre attività che stanno ancora aspettando!”, sentenzia Mascaretti. Il Consigliere di Fratelli d’Italia si indispettisce poi quando l’assessore Maran pare distratto a causa di una telefonata che lo tiene occupato durante gli interventi della Minoranza. Il Consiglio approva anche questa delibera.

Il presidente Bertolè si trova a dover nuovamente richiamare all’ordine i Consiglieri, a meno che non vogliano uscire dall’aula. Maran, dopo aver iniziato ad introdurre la nuova delibera, è costretto ad interrompersi, e il Presidente inizia ad indispettirsi seriamente: “ognuno al suo posto, non solo per il rispetto dei lavori, ma anche per quello delle normative anti-covid.

La nuova delibera riguarda alcune strutture abusive che si occupano però di opere di bene. Ad intervenire su tale delibera è l’assessore Rizzo, che si chiede come sia possibile che non si sia mai pensato di regolarizzare prima queste strutture in modo da non creare un precedente. “Si può anche provare a comprendere, ma creiamo un precedente pericolosissimo, anche se le loro attività sono a fin di bene.” Il consigliere Marcora (FdI) non ha invece dubbi a dare il suo consenso, proprio perché si tratta di attività meritorie: “aprirei anche ad altre riflessioni: le Istituzioni dovrebbero venire incontro quando si tratta di attività svolte a fini di bene”. Non è però possibile approvare questa delibera, perché durante la votazione si è costretti a constatare che è decaduto il numero legale di Consiglieri presenti in Aula, ed è quindi necessario procedere con un nuovo appello.

L’ultima delibera dovrebbe essere esposta dall’assessore Tasca, ma ne fa le veci sempre l’assessore Maran; questa riguarda alcuni rinvii di pagamento, tra cui la tassa di soggiorno, il canone patrimoniale e alcune riduzioni riguardanti le rette degli asili comunali.“già non c’è l’assessore Tasca, se poi Maran  passa pure il tempo al telefono… aspettiamo che finisca con la fidanzata!”, queste le parole provocatorie della consigliera Sardone, che continua così: “non arriviamo a chiedere che la delibera venga discussa dal Sindaco, ormai Sala è costretto a farsi accompagnare all’ingresso dell’Aula, le poche volte in cui partecipa al Consiglio Comunale, perché manco si ricorda dove sia l’ingresso”, continua con sprezzante ironia la Consigliera della Lega. Riferendosi poi alla delibera in questione, Sardone dichiara che sarebbe stato meglio che la Giunta arrivasse ad eliminare certi pagamenti, piuttosto che posticiparli. Sostiene inoltre che, come al solito, certi provvedimenti avvengano sempre in maniera tardiva. È d’accordo il consigliere De Pasquale: “la vostra delibera è come la vendita del Colosseo di Totò: le tasse di cui parlate, o sono già state pagate, oppure non sarebbero comunque dovute essere pagate prima della fine dell’anno, quindi almeno evitate trionfalismi!”.

A questo punto si torna a discutere del numero di presenti in Aula, e sorgono problematiche tecniche; Barberis (PD) chiede la chiusura della seduta, che viene accettata di buon grado da tutta l’Aula.