di Angelo Portale

Questa settimana la liturgia ci fa leggere il Vangelo della moltiplicazione dei pani.
Ho fatto la seguente (libera) riflessione.
Ringrazia sempre, malgrado le spine. Pazienta con speranza. Metti in conto che la vita dona gioia e lacrime, lacrime e gioia, e chiede insistentemente energie. Se saprai scegliere di essere felice anche quando altro vorresti, felice sebbene di più vorresti, felice tra le spine, trovando un senso a tutto, scoprirai l’eterno nel presente. Dio agisce sempre nel presente: nel presente, quello che serve per crescere, non manca mai. Certo, a volte si presenta sotto forma di sfida, ma lo scopo della vita è crescere, non vegetare comodamente. Saremmo nati vegetali altrimenti.
La felicità è una scelta, malgrado la vita stessa, proprio grazie alla vita stessa; e le spine sono sempre una risorsa, proprio perché bucano. La vita non si può capire con la logica, servono il paradosso, l’intuizione, il cuore. Così è, questo mondo misterioso. Ma tra tante incertezze due garanzie:
1. Ogni giorno puoi amare. È questa la fedeltà dell’amore: non c’è un giorno che la vita non ti dia la possibilità di amare. La vita vuole la vita, vuole sempre più vita. La vita ci spreme. Se così non fosse non riusciremmo a dare il nostro meglio. La vita è un continuo pungolo che vorrebbe costringerci ad amare ma nello stesso tempo ci lascia liberi.
2. Dio c’è. Egli ci muove a lui con gentilezza: ci seduce delicatamente, si svela e si nasconde, perché noi possiamo scegliere in tutta libertà se cercarlo oppure no. C’è una via che sa di speranza, che sa di ricerca, che sa di bellezza. È la via del creato, sempre capace di dare tinte viventi che sanno di Presenza. Se sappiamo guardare. C’è anche l’ombra, prova incontestabile della Luce. E se la ragione saprà inchinarsi, conoscerà senza limiti. E questa Presenza, diventerà ancora più reale, se il Vangelo ci lasceremo narrare, se alla Buona Notizia sapremo credere.
Cos’è la vita? Un inizio spaventato, una sosta penosa, una fine disperata, direbbe il nichilista. Ma può essere anche altro, se sappiamo guardare, se sappiamo comprendere. In fondo in fondo dipende tutto da come interpretiamo. Ed è tutto qui il mistero profondissimo della libertà! Possiamo sempre scegliere come interpretare, che significato dare.
Tutta la vita nasconde Dio: in ogni sua piaga da bonificare, in ogni sua gioia da condividere, in ogni sua piega da interpretare, in ogni lacrima da asciugare.
Io scelgo di restare nel flusso della vita e di guardare con stupore. Credo che questo sia il patto migliore da fare nel mondo, da fare con la vita. E quando un fremito di agitazione scarabocchia sul mio percorso, con segni indecifrabili, mi fermo e l’accolgo. L’osservo e lo ringrazio. Ed esso sempre mi risponde ri-svelandomi il senso della mia strada.