di Angelo Portale

Nel Vangelo di questa domenica si racconta di Gesù che va a trovare i discepoli e «[…] apre loro la mente per comprendere cosa dicevano le Scritture».

Comprendere vuol dire prendere-con-sé. Vuol dire accogliere, abbracciare, afferrare. Significa anche capire e, quindi, conoscere. Conoscere significa nascere-con. La conoscenza non lascia indenni; cambia, trasforma, fa nascere, fa ri-nascere. Il prendere-con-sé, cioè il comprendere, è legato all’amore. L’amore comprende, è comprensivo, comprendente. Non si abbraccia ciò o chi non si conosce. Non si ama ciò che non si conosce. Comprendere vuol dire, accogliere, fare spazio, amare e conoscere, conoscere e amare.

Per comprendere la Sacra Scrittura bisogna amarla; bisogna essere disponibili a lasciarsi mettere a nudo. La Parola di Dio può mettere a nudo. Non lo fa per umiliare ma per guarire e mostrarci dove siamo, dove siamo feriti o sporchi, quindi per curarci e lavarci. Cosa vuol dire che Cristo «aprì loro la mente»? Innanzitutto è da asserire che mente, in questo caso, non si riferisce alla pura razionalità, alla logica. Si riferisce all’intelletto, all’intelligere, cioè al leggere-dentro, alla capacità di penetrare profondamente non solo il significato ma il senso di un testo o di un fatto storico. Significa usare anche il “cuore”, cioè una conoscenza integrale. È Cristo che apre la mente. Non sono i discepoli che comprendono da soli. Tutte le Scritture parlano di Cristo, solo Lui avrebbe potuto spiegarle cioè aprirne-le-pieghe, ai discepoli. Per comprendere le Scritture è necessario aver detto un sì profondo a Cristo. Bisogna lasciar parlare Lui. Dobbiamo smettere di parlare noi in continuazione. Il nostro cuore a volte è chiuso dal fatto che siamo iper-razionalisti, troppo logici, troppo tecnici. Né la ratio, né la logica, né la tecnica, sono funzionali a “capire la vita”, tantomeno a capire le Scritture, che parlano di vita, di fatti. Cristo collega Scrittura e vita. La Scrittura si “compie” nella vita non può restare una mera conoscenza intellettualistica.

Ai discepoli ormai abbastanza rassegnati, che avevano accettato come vera, definitiva e irrimediabile la morte del loro maestro, Gesù stesso appare, risorto, e apre la loro mente\cuore al senso di tutto quello che stava accadendo, al senso di tutto quello che era accaduto, che doveva accadere.

Per coloro la cui Scrittura non è solo un testo ma Parola di Dio, interpretare la propria storia alla luce della Parola di Dio è una grazia immensa. «Lampada ai miei passi è la Tua Parola, luce sul mio cammino», dice un Salmo.

Tu, quale realtà hai accettato, rassegnatamente, ormai, come definitiva e irrimediabile, per la tua vita? Ti rendo vivo\a questa verità a cui hai creduto e continui a credere? Oppure, forse, ti ha tolto e continua a toglierti l’entusiasmo e la voglia di vivere? Forse devi farti ri-aprire il cuore da Cristo che, se vuoi, sta bussando alla tua porta, in continuazione, per portarti la pace, per donarti gli strumenti utili e necessari per non rassegnarti a tirare a campare …

Per quelli che pensano di essere più intelligenti di Dio, più “avanti” o più “moderni” di Lui: Dio non è ottuso. Solo Lui apre la mente vera-mente.