di Manuel Gallo

Napoli. Grande attesa per la mostra Connessioni postmoderne, organizzata dalla Cris Contini Contemporary  e promossa da Raffaele Iervolino, noto imprenditore campano, leader nella formazione scolastica e professionale. L’esposizione in programma per sabato 9 aprile (vernissage alle ore 18.00), presso il Salone Eventi Angelo Iervolino di Villa Giudy a Castello di Palma Campania, è curata dal critico d’arte Pasquale Lettieri, docente di storia dell’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, e vedrà la partecipazione di ben cinque artisti della scuderia Cris Contini Contemporary, che sono stati selezionati per la 59esima Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Elisa Cantarelli, Endless, Michelangelo Galliani, Rosa Mundi e Michele Tombolini dialogheranno con i loro linguaggi artistici, anticipando lo spettacolare momento che li vedrà protagonisti il prossimo 22 aprile a Palazzo Donà dalle Rose a Venezia. E saranno proprio i Conti Francesco e Chiara Donà dalle Rose a presenziare la serata vesuviana, che sarà arricchita daeccezionali momenti dedicati al glamour, al fashion design, alla musica e alla gastronomia di eccellenza. Lo chef stellato Danilo Di Vuolo, si esibirà nella preparazione di portate gourmet spettacolari, che verranno servite dal personale degli istituti alberghieri I Carissimi di Santa Maria Capua Vetere, Picasso di Nola e Luigi Stefanini di Casalnuovo. La presentazione degli ospiti e la musica sono affidati al noto vocalist e dj Nico P.
La stilistica –evidenzia il gallerista Fulvio Granocchia- è entrata in crisi, nell’atto di nascita stessa della modernità, in quanto essa implica il concetto di modello, che fa da punto di riferimento e direzione, in quanto derivato da tutto un accumulo storico, che ne decreta la validità, in quanto scavo profondo, segno riconoscibile, individuazione delle eccellenze, attraverso cui si connettono tutte le fenomenologie di una  società complessa, stratifica, senza che per questo vada perduto il principio di appartenenza che si trova nel profondo del lirium che appartiene all’icona e alla corrispondente iconologia, mentre si diffonde a piene mani l’emozionalità e il gestualismo, come summa crescente del delirium, che sconfina con il linguaggio della follia, che è diventato lo specchio del dominio della tecnica e della scienza, che rischiano di debordare, oltre che nel post industriale, nel post storico, nel post human. Per impreziosire l’evento, l’artista Michele Tombolini si esibirà nella performance dal titolo “Il cappello di pelle”. Ingresso riservato su invito, fino al 30 aprile.